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Centri Estivi: se possibile, meglio rispettare la volontà dei figli

Attualità / Psicologia

Centri Estivi: se possibile, meglio rispettare la volontà dei figli

Il mio parere: i centri estivi, in generale, possono essere un’opportunità, ma non per tutti.

Nel caso di bambini che hanno difficoltà di socializzazione, timidi e introversi l’attività estiva può essere un’occasione importante di stimolo. Rispetto alla scuola, dove tutto ruota attorno al sapere e al profitto, nei centri estivi, essendo l’ambiente più informale, ci sono maggiori opportunità di entrare in relazione con i coetanei, di aprirsi e socializzare. 

Mandare un bambino a fare un’attività che non ama o che non è nella sua indole, d’altra parte, è controproducente e trasforma un periodo di riposo in un autentico peso.

Voto all’articolo 8/10

Tratto dall’articolo:

“Vacanze di ozio e relax oppure giornate pienissime e scandite da una rigida sequenza di attività anche nel periodo estivo? Sono migliaia i genitori alle prese con l’annoso dilemma.

Senza contare che, in molti casi, la scelta è obbligata perché, in mancanza di nonni e baby-sitter, mamme e papà che lavorano sono costretti a trovare una struttura dove lasciare il figlio durante la loro assenza.

Davanti a un proliferare di proposte, non è semplice fare la scelta giusta.

La premessa obbligatoria è che non esiste una ricetta generale valida per tutti.

La regola dovrebbe essere rispettare le attitudini e le indicazioni del bambino, vale a dire ascoltare ciò che ci dice con le parole e capire ciò che ci trasmette con i suoi atteggiamenti e modi di fare.

Un genitore dovrebbe capire e rispettare ciò di cui il figlio ha bisogno: i bambini in età scolare, generalmente, sono in grado di spiegare le loro esigenze ai genitori.

Ci sono però anche segnali che è possibile cogliere: l’affaticamento, la svogliatezza, le attività abituali svolte senza l’impegno né la passione che ci vorrebbero. In questi casi, se un bambino viene mandato comunque in una struttura estiva, probabilmente finirà per isolarsi, per lamentarsi di qualsiasi cosa e manifestare disagio.”

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Luca Mazzucchelli

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