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Avere successo: come arrivare in cima nella vita

come avere successo

Ultimamente su Instagram e social vari mi imbatto sempre più in aforismi tipo: più lunga e faticosa è la salita, più fantastico sarà il panorama che potrai osservare.

Oppure “la strada è in salita solo perché sei destinato ad arrivare in alto”. E così via frasi che rimandano all’importanza di una scalata verso l’alto per raggiungere il successo, desinato a pochi eroi capaci di sacrifici immani.

Ora, sgombriamo il tavolo da qualsiasi dubbio: quello che dicono questi aforismi è vero. Ma è a mio modo di vedere le cose solo una piccola parte della questione perché c’è un lato B del successo, che se taciuto passa un’idea fuorviante del percorso che porta alla felicità.

Vediamo a cosa mi riferisco.

Intanto: la vita non è come una montagna da scalare. Non solo. Certo, sono poche le persone che arrivano alla vetta, ma chi arriva in cima si trova tendenzialmente da solo, confuso, disorientato, a meno che non abbia parallelamente a questa scalata percorso una seconda strada.

Se è vero che il successo deriva dallo scalare le montagne, e abbiamo detto che lo è, è altresì vero che la gioia e la serenità arrivano dallo stare a valle.

Prova a farci caso: le gemme preziose dove si trovano? I diamanti dove vengono creati? In cima ai monti o nelle viscere della terra? Ecco, anche tu per trovare le gemme da custodire dentro di te devi addentrarti nel profondo della valle, ovvero nel profondo della tua anima.

Certo, è una strada meno panoramica di quella in salita, e quindi serve più coraggio perché troverai il fango, strani insetti, terriccio e sassi: ma è una via più profonda.

Secondo la mia esperienza se tu scali la montagna ma non stai parallelamente anche scavando un tunnel per scendere nel profondo della terra, avrai qualche difficoltà lungo la tua scalata alla vetta.

Allora amici, prima notizia in arrivo: se il tuo percorso non è scenico, se non stai mostrando al mondo quanto in alto sei arrivato, non significa necessariamente che tu sia prendendo la direzione sbagliata. Perché? beh, potrebbe essere che tu stai lavorando principalmente sottoterra, che è la dimensione più complessa e importante, l’obiettivo principale da tenere a mente.

Seconda notizia: idealmente i due percorsi andrebbero fatti contemporaneamente. Per ogni 3 passi che fai in giù, scavando nel profondo, sentirai di fare 3 passi in su, verso il cielo e la vetta della montagna.

Terza notizia: le competenze che ti servono per scavare sono diverse da quelle che ti servono per scalare. Nel fondo della valle serve umiltà, per scalare serve sicurezza in te stesso. Nel fondo della valle serve generosità, sulla cima della montagna tendi a mettere al centro invece i tuoi desideri e obiettivi. In fondo alla valle occorre volontà di servire gli altri, mentre scali devi essere focalizzato e disciplinato sulla vetta per raggiungerla. Insomma sono caratteristiche diverse e complementari che ha senso ovviamente coltivare, ma che vanno giocate in contesti diversi.

Quarta notizia: forse ti starai chiedendo cosa significhi nella pratica scendere nella valle. Per me ha a che fare con il lavorare su se stessi, trasformare il nostro carattere, essere più compassionevoli invece che competitivi, imparare a dare invece che a prendere, amare invece che invidiare, mettersi al servizio degli altri invece che pensare egoisticamente. Ecco, questo è il lavoro che va fatto a valle e forse soprattutto l’ultimo punto che ho appena toccato: mettersi a servizio degli altri. Occorre farlo per il piacere di servire, non di avere o non per il piacere che gli altri parlino bene di te.

Mettersi a servizio degli altri non è una professione ma un’intenzione, è un discorso di mindset, di approccio mentale. Puoi farei il fotografo con il cuore, o puoi fare il fotografo per fare grano. Puoi fare il medico con interesse e curiosità per chi hai davanti o puoi farlo perché tieni a quell’essere umano. Puoi fare il bidello per aiutare i ragazzi in una fase di transizione della loro vita particolare, o pensare che sei li solo per pulire i cessi.

Amici, avere insuccesso è molto semplice: basta adottare per qualche tempo delle abitudini sbagliate. Avere successo, invece, è cosa complessa. Il successo ha più dimensioni al suo interno e vanno tutte comprese, messe a fuoco, soppesate. Devi entrare in contatto con i tuoi motivi e valori più profondi e per farlo, devi scavare a fondo della valle, non solo scalare in cima alla montagna. Perché per essere alto, devi essere prima di tutto profondo.

É tutto, aspetto i vostri commenti e se foste interessati a sapere qualcosa di più sulla mia personale visione del successo vi lascio di seguito un link che rimanda a un video-corso che ho curato proprio su questo tema.

 

Se vuoi sapere qualcosa in più sulla mia visione specifica del successo, e desideri apprendere alcune strategie e che potranno aiutarti a raggiungere prima il successo, ecco il link del mio video-corso “Fallo succedere”: https://store.psicologo-milano.it/fallo-succedere

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.