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Pianificare: agire nel presente per creare il futuro che desideri

Cari amici come saprete io sono un talebano della pianificazione.

Già: credo che sia necessario avere un piano di crescita sia per quanto riguarda la propria persona, sia per quanto riguarda la propria professione.

Pianificare secondo me è un’azione che modifica il futuro perché, anche se non siamo in grado di prevedere quello che ci accadrà, il solo fatto di mettere a fuoco dove vogliamo arrivare è una grande spinta a fare oggi delle azioni che bene o male influenzeranno il nostro domani.

Programmare secondo me è bello ed energizzante, perché anche se nel concreto non ti garantisce di essere infallibile, il solo mettersi lì a disegnare nella tua mente il mondo che vorresti costruire attorno a te, ti carica. E soprattutto ti permette di lavorare giorno dopo giorno alla visione di mondo per cui credi che valga la pena vivere. E questa è una cosa estremamente preziosa.

Bene, Luca, grazie per questa riflessione, ma perché ci dici questo?

Perché da quando la meno più spesso su questo argomento, vedo che aumenta una domanda che mi fate sempre più frequentemente e che posso riassumere in questa obiezione.

 

“Luca allora tu ci dici che dobbiamo programmare il futuro. Tuttavia altri tuoi colleghi dicono che noi dobbiamo stare nel presente, perché la felicità è nel qui ed ora. Non potete mettervi d’accordo?”

 

E allora amici in questo articolo apriamo questo capitolo e vediamolo assieme: è più giusto godersi il presente, oppure sforzarsi di programmare il futuro e lavorare alla propria grande visione di vita?

 

Partiamo con ordine, e diamo un occhio a questo grafico.

Asse orizzontale mettiamo la prima variabile: la visione del futuro. In questo contiuum puoi collocarti nel punto di chi ha una bassa visione del futuro oppure una molto alta. Se sei alto su questo parametro significa che hai una visione di quello che vuoi diventare chiara, elevata, preziosa. Pianifichi, programmi, hai chiaro nella tua testa chi vuoi diventare e in che direzione vuoi modificare il mondo. 

Poi mettiamo in verticale l’asse della felicità nel presente. Se ti collochi in alto, allora avrai una alta capacità di sentire la felicità nel qui ed ora, viceversa se ti metti in basso.

Ora, dall’incrocio di queste due variabili risultano 4 quadranti, rispetto ai quali ti chiedo di pensare dove ti collocheresti per come sei fatto tu in questo momento della tua vita.

 

 

E partiamo dal quadrante 1, dove hai bassa capacità di essere felice nel qui ed ora con quello che hai a tua disposizione, e nemmeno riesci ad avere una progettualità. In questo quadrante tipicamente ci sono i depressi, i cui sintomi rimandano a poca voglia di vivere nell’oggi e incapacità di vedere oltre al domani. 

Nel quadrante 2 qualcosa cambia: riusciamo a essere felici nel qui ed ora, ma restiamo ciechi davanti al nostro futuro. Qui c’è una potenziale trappola che va riconosciuta, perché spesso chi si trova qui conquista la felicità grazie a droghe, alcool, abbuffate di cibo, eccesso di psicofarmaci… cioè non è un vero stato di felicità, è più una sensazione effimera, una scintilla che ci anestetizza dal dolore e dalla quale dobbiamo dipendere per continuare a sentirci bene. Manca infatti il progetto, che invece è ben presente nel quadrante 3.

Il quadrante 3, infatti, ti mostra dove si collocano quelle persone che pensano un sacco al domani, a come fare, quando fare, come organizzarsi, etc… ma… non riescono a godersi il presente. 

Hanno chiari i loro obiettivi, sanno tendenzialmente cosa vogliono fare, ma vivono troppo nel futuro e non hanno un aggancio con il presente. risultato? La felicità in base alla loro teoria arriverà nel futuro, ma nel frattempo stress e ansie la fanno da padrone.

E veniamo allora al quarto quadrante, che è quello al quale dovremmo tutti auspicare di arrivare. In questa condizione, in questo stato mentale, tu poggi su due solide gambe: riesci a goderti bene il presente, ed hai anche una chiara visione del futuro. Qui capiamo che in realtà la scelta tra presente o futuro è una falsa pista, che non dobbiamo seguire perché limita la nostra felicità.

 

Nel mio libro “L’era del cuore”, c’è un passaggio nel quale sottolineo come per qualche strano motivo ci è stato insegnato che dobbiamo ragionare in base alla logica dell’abbastanza, invece che con la logica dell’abbondanza. Non è mica detto che se scegli il presente devi rinunciare al futuro… dove sta scritto? Al contrario, per essere pienamente felici devi ambire al quadrante 4 ed abbracciare entrambe le condizioni: essere felice di quello che hai nel presente e al contempo avere una chiara e solida visione del futuro.

 

Allora perché questo schema? Beh perché vedi, intanto ti suggerisco di capire in quale di questi 4 quadranti tu oggi ti trovi. Se non conosci il tuo punto di partenza, infatti, parti già svantaggiato. 

Successivamente cerca di capire su quale asse lavorare maggiormente per perfezionarti. 

Magari devi migliorare la tua visione del futuro, e allora può avere senso lavorare sulle tue capacità di pianificazione e programmazione.

Oppure no, devi imparare a godere del presente e di ciò che già hai li sotto il naso. Allora è meglio – ad esempio – lavorare sulla tua capacità di esprimere gratitudine, sul saper perdonare le persone o situazioni che ti hanno fatto dei torti, puoi imparare a meditare o a connetterti in maniera più autentica con le relazioni che ti circondano,…

Insomma, ognuno ha la sua strada da percorrere per poter raggiungere il quarto quadrante e non so dirti con un articolo quale sia la strada migliore per te, ma iniziare a rifletterci sicuramente ti aiuterà a fare i primi passi verso la tua felicità.

L’importante è essere consapevoli dei propri punti di forza e delle proprie criticità, e iniziare a lavorare per bonificarle. 

Come ci diceva il buon vecchio Jim Rohn dobbiamo: “Essere felici per quello che abbiamo mentre perseguiamo ciò che vogliamo”.

 

Se vuoi approfondire questo tema ti suggerisco di dare un occhio ai miei due libri. Benché non parlo mai specificatamente di questo schema in nessuno di loro, “L’era del cuore” ti aiuterà a chiarire quale potrebbe essere la tua grande mossa da mettere a terra per un futuro ambizioso e importante, mentre “Fattore 1%” ti aiuterà a sviluppare quelle buone abitudini per rendere il tuo futuro concreto e anche per godere appieno del tuo presente.

Ciao e alla prossima 🙂

 

LINK UTILI:

– Nel mio libro “Fattore 1%” spiego come sviluppare le abitudini necessarie a rendere concreto il futuro che desideri godendo appieno del momento presente. Compra ora la tua copia a questo link: https://amzn.to/362n7SO

– Nel mio ultimo libro “L’era del cuore” parlo di come riuscire a individuare la prossima grande mossa che ti permetterà di cambiare in meglio la tua vita. Compra ora la tua copia a questo link: https://amzn.to/2U89yMm

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.