Buoni propositi efficaci: istruzioni per l'uso - Psicologo Milano
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Buoni propositi efficaci: istruzioni per l’uso

buoni propositi efficienti

La ricerca mostra che quando le persone decidono di cambiare, si sentono immediatamente più sicure di sé, controllate e fiduciose. Si sentono persino più forti e più alte, il che è piuttosto ridicolo, ma questo dimostra quanto possa influenzarci la voglia di cambiare.

Per questo ritengo utili i buoni propositi per l’anno nuovo, perché mi sembrano una grande occasione per creare uno stile di vita che stimoli. In più, credo che scegliere gli obiettivi legati all’anno nuovo rappresenti un’opportunità per connettersi al proprio sé ideale.

Però, come spesso la voglia di cambiare è effimera, talvolta anche i buoni propositi vengono espressi in maniera ingenua. Pensa: ogni anno a gennaio milioni di persone decidono di mettersi a dieta e il 90% di loro a fine anno pesa di più di quanto pesava al momento di iniziare la dieta.

Bene, vediamo quindi come esprimere buoni propositi efficaci.

 

1. Lettere in stile “ritorno al futuro”

Un primo punto secondo me interessante per prepararci mentalmente al lavoro sui buoni propositi e per farci venire ispirazione su quali perseguire, è quello di scrivere due lettere rivolte a te stesso.

La prima al tuo “io” di 12 mesi fa. In questa lettera concentrati sui grandi risultati, sugli errori, su cosa è successo di importante nel frattempo. Forniscigli suggerimenti per affrontare al meglio i 12 mesi che ha davanti a sé. Questo ti aiuterà a mettere meglio a fuoco le lezioni che hai imparato e gli errori che hai commesso, aiutandoti a commetterne di meno in futuro.

La seconda lettera invece la deve scrivere il tuo “te stesso” del futuro. Immagina di essere il “te” tra 12 mesi, seduto alla tua scrivania, che scrivi al te stesso di oggi. Ringrazia il tuo “io” presente per tutto ciò che hai fatto per raggiungere i tuoi obiettivi – e sii specifico. Oppure datti qualche consiglio compassionevole dal tuo “io” più saggio, e adulto. Questa cosa, che messa così sembra decisamente strana (me ne rendo conto), può in realtà aiutarti a fare emergere cosa vorresti raggiungere il prossimo anno.

 

2. Grandi perché e piccole azioni

Secondo me, i buoni propositi dovrebbero contenere due componenti: un grande perché e una piccola azione. I piccoli traguardi sono fantastici perché sono facilmente raggiungibili, ma devono essere collegati a grandi motivazioni. Puoi pensare di voler mangiare più sano per vivere più a lungo e dare valore nel tempo a chi ti sta vicino (il grande perché): pensando a questo, è più facile mangiare più verdura giorno dopo giorno (il piccolo traguardo).

Sono molti gli esempi di “grandi perché”: essere maggiormente in salute, riconnettersi con una passione personale, rafforzare un rapporto importante, cambiare la propria situazione finanziaria, migliorarsi come individui o contribuire alla vita degli altri in qualche modo. Ora, dopo che hai impostato “il grande perché”, ti suggerisco di scegliere una piccola azione o cambiamento che rifletta questo grande obiettivo.

Queste azioni – lato mio – possono essere anche molto piccole se il “perché” è chiaro e se sono in grado di portare grandi cambiamenti quando ripetute nel tempo. Ad esempio, fare colazione ogni mattina con una mela: questa è una piccola azione che ripetuta nel tempo mi può avvicinare al grande obiettivo di vivere maggiormente in salute. É fattibile, no?

 

3. Ritieniti responsabile del tuo cambiamento

Riuscirai a restare aderente al tuo buono proposito tanto più ti riterrai responsabile di quel cambiamento. A questo proposito ti possono aiutare almeno tre cose.

La prima è quella di avere “un grande perché”, una ragione superiore che ci spinge a perseguire il nostro obiettivo. La seconda è trovare un compagno di buoni propositi. Non deve essere qualcuno che condivide lo stesso identico obiettivo: basta che sia interessato a darti supporto e magari a riceverlo rispetto al suo obiettivo.

Infine, un altro modo per ritenerti responsabile è verificare se l’obiettivo è per te significativo. Significa prestare attenzione al fatto che le tue scelte e le tue azioni ti stiano aiutando a diventare ciò che vuoi nella tua vita.

Ad esempio, potresti impostare l’obiettivo di alzarti un’ora prima la mattina per fare esercizio, ma scoprire che la privazione del sonno ti sta facendo essere un genitore peggiore. Questa sarebbe un’ottima ragione per far sì che ti prenda la responsabilità di cambiare il “come” fare più esercizi fisici, cercando di dedicare un’altra fetta della tua giornata a quella cosa.

Cari amici, stabilire buoni propositi efficaci è solo una piccola parte del gioco del cambiamento.

Una cosa però è certa: il cambiamento comporta inevitabilmente delle battute d’arresto. Quindi, la prima cosa da tenere a mente è di aspettarsi di fallire ad un certo punto e non prenderla come prova del fatto che il cambiamento sia inutile o impossibile.

Poniti un obiettivo come se fosse un’opportunità per connetterti al tuo sé ideale, ma non trasformarlo in un motivo per flagellarti quando non sarai riuscito a cambiare completamente entro i primissimi giorni.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.