6 consigli per invogliare i bambini alla lettura - Psicologo Milano
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6 consigli per invogliare i bambini alla lettura

Cari amici, com’è che si dice? Un bambino che legge oggi, sarà un adulto che pensa domani, no? Io credo che sia così e ho anche un certo interesse per far sì che le generazioni future mantengano attenzione sul tema della lettura.

Bene, da dove iniziare per favorire l’acquisizione di questa abitudine nelle nuove leve? In questo articolo, ti parlo di 6 idee pratiche che io e mia moglie abbiamo testato direttamente in casa nostra, sulla pelle dei nostri tre figli per il momento con dei risultati felici.

La premessa è che sono tutte delle indicazioni che noi abbiamo cercato di coltivare fin dalla nascita, tuttavia credo che in questo caso valga il detto “meglio tardi che mai”.

Pronti? Via!

1. Leggi loro dei libri e crea un rituale quotidiano di lettura

Bene, il primo punto è: leggi loro dei libri, crea un rituale quotidiano di lettura.

Un esempio è la buona e vecchia favola della buonanotte. Lo so, ai genitori talvolta costa fatica perché l’unica cosa di cui avresti voglia dopo che spegni le luci è mollarli lì e andare di là e dedicarti finalmente alle tue cose, eppure la favola della buonanotte è un momento utile per almeno due motivi.

Il primo motivo è che i libri per bambini hanno un sacco di cose interessanti da raccontare, da insegnare, anche agli adulti. È incredibile come alcune storie possono far riflettere qualsiasi età. Prendi un libro qualsiasi di Leo Lionni o di Eric Carle o di Hervé Tullet… non solo questi albi illustrati sono molto, molto belli, ma ti fanno anche riflettere.

Il secondo motivo per cui tu devi leggere quotidianamente delle favole, delle storie tuoi bambini è che facendo questa cosa i bambini iniziano ad attribuire un significato positivo al libro, lo vedono come uno strumento capace di metterci in contatto con delle emozioni piacevoli, con una parte di creatività, con una parte di relax.

Quando tu leggi un libro tuo figlio stai creando un’esperienza condivisa e le esperienze condivise tra genitori e figli sono iper preziose. Ecco se i bambini vivono quel momento come uno spazio di piacere, come uno spazio di relazione piacevole, allora è più facile che poi prenderanno loro in mano in completa autonomia un libro anche da soli.

 

2. Aiutati con la psicologia dell’ambiente

Seconda cosa che funziona secondo me è quella di disegnare l’ambiente di casa sfruttando le leve della psicologia dell’ambiente.

Su questo argomento ho scritto un capitolo ad hoc all’interno del mio libro “Fattore 1%”. Fondamentalmente il suggerimento che ti do è di provare a rispondere a questa domanda: come posso creare un ambiente fisico che invogli i bambini a prendere in mano un libro, invece che la televisione o la console di videogame o il computer ecc.?

Ecco che allora, ad esempio, posso decidere di mettere i libri per bambini ben in evidenza e accessibili a loro, questa piccola accortezza ha un’influenza importante sul comportamento che i bambini decideranno di compiere e non a caso sono state create proprio a questo proposito delle librerie ad hoc; le cosiddette “librerie montessoriane”.

La ratio è che banalmente ed estremizzando un po’ il concetto: se un bambino vive in una casa dove ha tre console di videogames e un unico libro da leggere, sarà molto complesso che abbia voglia di prendere il libro e sfogliarlo; se al contrario il pc è nascosto o comunque difficilmente accessibile, mentre invece la sua stanza è circondata da libri con colori e copertina accattivanti con titoli per loro interessanti etc. , allora è più facile che il suo comportamento andrà a ricadere su quella che é la scelta da noi auspicata.

 

3. Dai l’esempio: i bambini fanno quello che vedono fare

Terza cosa è: dai l’esempio.

Tu, papà, mamma, nei momenti liberi che cosa fai? Ti attacchi al cellulare, al computer, al televisore, oppure a un libro? Perché il punto è che i bambini fanno quello che vedono fare e se tu mostri curiosità e interesse per i libri, anche loro nutriranno quelle sensazioni verso i libri.

Noi ad esempio a casa abbiamo una grande libreria e non passa settimana in cui non aggiungiamo dei libri a questa libreria. Oppure, quando andiamo in giro, vediamo magari dei negozi di libri ed entriamo dentro, spendendo tanto tempo lì. O anche le biblioteche: sono chiaramente un’ottima alternativa dove trovi un sacco di materiale per i bambini.

Il punto è che queste esperienze, supportare queste esperienze, valorizzare e incoraggiare queste esperienze ha un impatto sui nostri figli e quando andiamo in libreria i miei bimbi sono contenti di stare lì e provano a vedere se è uscito magari l’ultimo albo della collana di cui sono tanto affezionati o provano a fare la gara a chi trova più libri in libreria che sono anche esposti nella biblioteca di casa.

 

4. Crea un’esperienza di divertimento

Quarto punto invece è quello del divertimento.

Cosa vuol dire? Che l’esperienza della lettura deve essere piacevole, e quindi non devi per forza scegliere tutti quanti i libri che loro devono leggere, ma devi lasciare loro un buono spazio di scelta.

Ovvero, i tuoi figli che cosa hanno piacere di leggere e approfondire? Noi abbiamo attraversato le fasi dei dinosauri, o dei grandi predatori marini, o dei pesci. Trovo questo sia interessante e sia giusto assecondare questa loro passione, anche se poi magari si rivela essere una passione passeggera.

Quindi l’idea qui è quella di non forzare i bambini alla lettura perché se iniziano a vedere il tema del leggere come un’imposizione allora si allontaneranno immediatamente da quel mondo lì.

 

5. Fai sentire il bambino che legge come se fosse una persona grande

Quinto punto, collegato a quello appena citato, è quello di far sentire il bimbo che legge come se fosse una persona grande.

Ovvero, la lettura viene vista in maniera più o meno consapevole dai bambini, ma forse ancor più dagli adulti, come una roba di serie b rispetto alle console di videogiochi iper tecnologiche. Ha, cioè, un brand un po’ malconcio e noi possiamo e dobbiamo ri-nobilitarlo.

Quindi, quando un bambino legge va rinforzato: “Ma che bravo”. O ancora, quando sono per strada e magari qualcuno mi ferma per complimentarsi con me per  quello che faccio, per ringraziarmi perché ho un impatto positivo sulla sua vita, e i miei figli
magari sono lì con me, io dico loro che tutto ciò che di buono raggiunto nel corso della mia esistenza, della mia carriera, lo devo ai libri. Io dico loro che leggo tanto, e in Italia non legge quasi nessuno, allora buona parte del merito legato al fatto che ho raggiunto tante cose lo devo proprio a loro questa cosa. Oltre a essere profondamente vera, va a creare una specie di magia attorno al libro per cui questo viene ri-nobilitato ai loro occhi.

 

6. Usa il libro come un pretesto conversazionale

Sesta e ultima idea è quella di prendere il libro come un pretesto conversazionale, cioè un pretesto per introdurre alcuni temi, alcune riflessioni su argomenti che è bene condividere con la famiglia invece che tenere per sé.

Il concetto insomma è che il compito di un libro non si esaurisce quando tu arrivi all’ultima pagina, anzi i libri sollecitano delle domande, sono delle finestre sul mondo, stimolano la curiosità del bambino.

Oppure puoi anche inventarti dei laboratori creativi, proprio ispirati a quella storia, in modo che durante il laboratorio magari riprendi alcuni dei concetti che erano messi nella favola e li ricontestualizzi all’interno dell’attualità e della quotidianità del bimbo.

Bene, amici, credo che sia importante per un genitore attivarsi nella direzione di leggere libri ai bimbi fin da piccoli e in questo articolo vi ho motivato il perché.

 

Recentemente ho deciso di fare un passo in più, in prima persona, e di scrivere io stesso delle storie per bambini, che mia moglie Giulia, sui social “Mamma che libro”, ha invece illustrato. La collana si chiama “SerenaMente, Voltare pagina per crescere insieme”. É rivolta ai bambini dai 3-4 anni età in su ed è composta da più titoli, ognuno dei quali affronta un’idea psicologica che, se coltivata, ci può aiutare appunto a crescere.

Il primo è “La paura che diventa coraggio” che affronta proprio questo argomento: come rapportarsi in maniera
più utile e costruttiva alla paura. E poi “Tutto è difficile prima di diventare facile”, che invece introduce un altro concetto fondamentale che è quello della grinta e della perseveranza.

Oltre alla favola, nel libro troverai del materiale extra, come ad esempio degli spunti e delle idee pratiche per i genitori su questi argomenti e anche dei laboratori creativi che ha ideato Giulia stessa.

Se hai dei bambini dai 3-4 anni in su o magari conosci dei genitori che hanno dei figli in target, considerate l’acquisto di questi albi illustrati perché può essere un ottimo regalo veramente utile e prezioso.

“La paura che diventa coraggio” racconta come affrontare in modo corretto le paure e puoi acquistarlo qui: https://amzn.to/35Jpbi8

“Tutto è difficile prima di diventare facile” si sofferma sul tema della grinta e della perseveranza e puoi acquistarlo qui: https://amzn.to/3oxoDV8

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.