Come gestire la PAURA del contagio da CORONAVIRUS - Psicologo Milano
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Psicologia del Coronavirus: come gestire la paura del contagio
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Come gestire la PAURA del contagio da CORONAVIRUS

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Cari amici, in questo periodo sto ricevendo molte domande riguardanti la questione “Coronavirus”, ma non sono l’unico. Ci troviamo tutti in un periodo complicato delle nostre vite, in cui siamo costretti a rivedere le nostre abitudini ed i nostri ritmi di vita.

Julia Elle alias “Disperatamentemamma” è un’influencer e, oltre a ricevere giornalmente una gran mole di domande, è lei stessa interessata a capire meglio come sia opportuno comportarsi in questa situazione, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Ho deciso quindi di rispondere alle 4 domande più importanti tra quelle che ad entrambi vengono poste. Sarà proprio Julia a farmele… cominciamo!

 

1. C’è un risvolto del coronavirus di cui non si parla, o si parla troppo poco, che sta facendo molti danni. È la paura. Come possiamo gestire meglio la paura del contagio? 

Intanto c’è da dire che ci sono due tipologie di paura: la paura amica, che è quella che ci fa performare al meglio, quella che ci attiva e ci fa stare sul pezzo, o la paura nemica, che invece ci paralizza, ci immobilizza oppure ci fa prendere delle decisioni sbagliate.

Una volta che abbiamo messo a fuoco le due tipologie di paura quello che possiamo fare per gestirle in questi casi direi che sicuramente è andare a selezionare le fonti di informazioni. A chi permettiamo di mettere nella nostra mente le idee su quello che sta accadendo? A delle fonti che cercano lo scoop in maniera sensazionalistica, oppure andiamo a selezionare soltanto fonti autorevoli?

Un’altra cosa importante per limitare la paura è quella di limitare anche il consumo di  informazioni – telegiornali, social, eccetera, a tema virus. Questo perché è molto importante e giusto ovviamente informarsi e rispetto a quello che sta succedendo, da qui ad essere invece ossessionati e controllare in maniera morbosa ogni istante quello che accade attorno al fenomeno del Coronavirus, beh, questo rischia invece di metterci in uno stato di allerta e tensione fisica che è veramente poco utile per noi e per chi ci sta vicino.

Un’ultima indicazione per gestire la paura è quella di cercare di controbilanciare tutto lo spavento e il terrore che c’è intorno a noi per via di questo virus, con un istinto invece di vita, quindi dedicando il nostro tempo anche a delle attività pratiche concrete.

Possiamo leggere, formarci, coltivare relazioni interpersonali – laddove possibile anche di persona chiaramente – oppure dedicare del tempo a noi stessi, all’esercizio fisico. Tutte queste attività vanno nella direzione di coltivare e difendere la vita, che è una cosa molto importante quando siamo circondati da scenari paurosi.

 

2. Spesso ci troviamo anche a dover gestire un altro tipo di paura che è la paura degli altri, non la nostra.  Se abbiamo un compagno, un fratello, una sorella, un bambino che ha paura, in che modo possiamo gestire quella paura?

Come prima cosa direi cosa non fare in queste situazioni: evitare scontri frontali e scontri ideologici. É inutile, quando una persona è spaventata, convincerla o costringerla a cambiare le sue posizioni.

Io credo che sia molto più utile cercare di passare da un livello di preoccupazione a un livello di occupazione, cioè occuparsi è più utile che preoccuparsi.

Cosa vuol dire? Significa che noi per primi dobbiamo dare l’esempio occupandoci del presente, anche di questioni molto pratiche. Ovviamente cerchiamo di ascoltare e di capire la persona in questione, ma anche di riportarla dall’ansia per il futuro all’attenzione per il presente.

Sono solo e soltanto le cose che facciamo oggi, qui ed ora, a determinare il nostro futuro.

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3. A volte la paura è difficile da tenere sotto controllo, quasi impossibile, può diventare panico, terrore, psicosi, in quel caso cosa fare?

C’è da dire che spesso in queste situazioni si confondono gli attacchi di panico con dei “semplici” attacchi di angoscia. Che cosa si può fare? Beh, chiaramente l’indicazione principale a fronte di un attacco di panico è quella di rivolgersi a uno specialista, ad esempio uno psicologo.

Più in generale però io vedo che può aiutare, quando viviamo una forte angoscia, prendere carta e penna e scrivere, riversare i propri pensieri le proprie emozioni dalla testa alla carta. Questa operazione ci permette di liberare la mente e di riuscire a dare una forma diversa a quello che è contenuto nella nostra mente e spesso anche nel nostro cuore.

 

4. Nello specifico, invece, come gestire la paura dei bambini?

Rispetto alla preoccupazione di molti genitori che vedono i loro figli, i loro bambini, spaventati da quello che sta succedendo per il Coronavirus la mia indicazione è questa.

É giusto preoccuparsi per le paure dei bambini. Però, quello che io ho visto nell’arco della mia esperienza, anche come psicoterapeuta della famiglia, è che se i genitori vivono bene il cambiamento, se i genitori riescono a dare un significato corretto alla paura e a non viverla in maniera troppo rigida, allora i bambini tendenzialmente non sono terrorizzati.

Prima ancora di interrogarci sulle paure e preoccupazioni dei nostri figli, quindi, chiediamoci che tipo di rapporto intratteniamo noi stessi con la paura e quanto di questa emozione riusciamo a gestire in autonomia o quanto invece non “strabordi”, diciamo, all’esterno, e vada poi a spaventare i nostri figli.

 

Un altro argomento molto utile è in che modo comunicare tutto quello che sta succedendo ai bambini: cosa dire, cosa non dire, e come dirlo.

Questo è un argomento che Julia Elle ha trattato sul suo profilo Instagram. Se pensi che questo argomento possa esserti utile trovi il link a fine articolo. Vi invito a condividere questo articolo per essere utili con queste informazioni a più persone possibili.

 

Il profilo Instagram di Julia Elle: https://www.instagram.com/disperatamentemamma/?hl=it

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.