Come pensano le aziende che crescono: prima le persone, poi i soldi - Psicologo Milano
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Come creare un team di successo
22 Settembre 2021
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Come pensano le aziende che crescono: prima le persone, poi i soldi

Come pensano le aziende crescono? É una domanda che mi sono posto soprattutto riflettendo su un episodio avvenuto poco tempo fa.

 

L’altro giorno ho incontrato alcuni miei vecchi amici. Mentre parlavamo di lavoro, tra una cosa e l’altra ho detto: “Amo il mio lavoro”.

Sono praticamente svenuti. 

“Ohhh…come sei fortunato…“

Come se avessi vinto il Superenalotto.

Se ti guardi intorno ti sorprenderai nello scoprire quante persone non amano il proprio lavoro

Questo mi ha fatto riflettere perché in un mondo ideale credo che tutti noi avremmo il diritto di svolgere un lavoro che possa appassionarci e farci crescere. Anche perché, ironia della sorte, di questo fatto ne beneficerebbe innanzitutto l’azienda. Infatti, se hai dei dipendenti che sono coinvolti in quello che fanno, si impegnano di più, condividono idee più brillanti e lottano per la crescita di quella realtà che porta loro benessere.

Ora, sono alcuni anni che giro per aziende a fare speech e formazione, e benché indubbiamente una certa quantità di queste abbia a cuore la crescita e il benessere dei suoi collaboratori, là fuori è pieno ancora di aziende che su questo punto sono rimaste ferme agli anni ‘80. Per questo ho pensato fosse necessario parlarvi di come pensano le aziende che crescono.

 

Chiariamoci: è ovvio che i profitti sono importanti, perché i soldi sono la benzina dell’azienda e più soldi fai e più benzina puoi utilizzare. Io sono molto interessato a far sì che le mie aziende guadagnino di più, perché grazie a quel denaro posso far partire nuovi progetti e dare sempre più sostanza al mio sogno imprenditoriale, che è quello di “invadere” il mondo con la psicologia e renderla sempre più alla portata di tutti.

Il punto, tuttavia, è che ci sono prima le persone, non i soldi. E tra l’altro le due cose sono molto più interconnesse di quanto si possa pensare. 

 

Mi ritrovo frequentemente ad essere seduto tra il pubblico di convegni aziendali molto importanti e ovviamente non ho mai visto un CEO che dicesse: “Le persone per noi NON sono importanti”. 

Il problema è che poi le decisioni che prendono vanno nella direzione opposta rispetto a quello che dicono.

Sono lì con la loro lista di priorità che dice:

  1. Crescita
  2. Valore dell’azionista
  3. Il cliente
  4. Il dipendente

E dicono: “Vedi? Le persone sono così importanti che sono al numero 4 della classifica delle priorità!”

 

É la stessa cosa di quando diciamo: “Il cliente viene prima”. Per forza di cose in questo modo il dipendente è perlomeno al numero 2. Se va bene.

Ciò che non viene messo a fuoco da queste realtà è che, quando ti prendi cura dei tuoi dipendenti, loro poi si prenderanno cura dei tuoi clienti.

E i tuoi clienti si prenderanno cura dei tuoi azionisti, e la cosa più divertente è che i numeri lo dimostrano. 

Se metti il profitto prima delle persone, queste si sentono (non a torto!) strumentalizzate all’interno di un gioco che non fa i loro interessi, e di conseguenza prendono le distanze dalle mete aziendali, o le perseguono con poca convinzione.

Le aziende focalizzate sulle persone saranno sempre più performanti rispetto alle aziende focalizzate sui numeri, e questo trend sarà sempre più netto e marcato perché molto banalmente le performance dell’azienda sono determinate dalle persone che la compongono. E se le persone sono felici, le performance migliorano.

Coinvolgerle, innanzitutto. Ma non solo. Non a caso sono sempre più frequenti, soprattutto nei paesi anglosassoni radicali cambiamenti in favore di una maggior soddisfazione dei dipendenti. Dagli orari flessibili alle vacanze “anti stress”, dalle zone relax ai day care per i bambini.

E i soldi? Non sono solo i soldi a rendere felice i lavoratori. Certo, un compenso adeguato al lavoro che si svolge è fondamentale, ma non è un caso se grandi talenti ben retribuiti se non si sentono accolti umanamente se ne vanno. E credimi che se valgono davvero non faranno fatica a trovare un altro lavoro (e magari per un’azienda concorrente!) 

Una buona chiarezza e funzionalità nella comunicazione in azienda, un uso intelligente e costante di apprezzamenti e riconoscimenti, un clima positivo, condividere le strategie di sviluppo e i risultati aziendali e tanto, tanto altro ancora.

Questo é il modo in cui pensano le aziende che crescono. E tu? In che tipo di azienda lavori? Cosa fa ad oggi per renderti la vita più ricca? Cosa potrebbe invece iniziare a fare?

Sono curioso di leggerti nello spazio dei commenti a questo articolo 😉

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.