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PSICOLOGIA DELLA CASA: 5 spunti per rendere la tua casa amica del tuo benessere

casa benessere

Lo sapevate che l’ambiente che abitiamo, a seconda delle sue caratteristiche e di come è organizzato, ha la potenzialità di farci star bene, oppure di farci star male?

È proprio così: alcune peculiarità dei luoghi in cui passiamo il nostro tempo possono farci sentire più felici, più appaganti, più energici, meno stressati, altre invece possono farci sperimentare sensazioni di malessere psichico o addirittura fisico.

Pensate che in psicologia ambientale, la disciplina che studia l’impatto che l’ambiente ha sull’essere umano, esiste addirittura la “sindrome dell’edificio malato”. I sintomi di questa condizione sono aspecifici e consistono in una sensazione di malessere diffuso caratterizzato da mal di testa, stanchezza generale, mancanza di concertazione e nausea. Insorgono dopo alcune ore di permanenza in un determinato edificio e si risolvono qualche ora dopo l’uscita, per poi ripresentarsi alla frequentazione successiva. 

I fattori coinvolti sono appunto di origine ambientale e includono:

  • la presenza di polvere o allergeni dovuti ad una scarsa ventilazione
  • gli odori presenti, come quelli derivanti da stampa, colla, fumo
  • la presenza di materiali sintetici nelle finiture e negli arredi
  • una scarsa o cattiva illuminazione (magari solo di tipo artificiale)
  • soffitti molto bassi 
  • mancanza di affaccio sull’esterno.

Insomma, questi e altri fattori, di cui spesso fruiamo inconsapevolmente negli edifici che frequentiamo (dal nostro luogo di lavoro alla nostra casa) incidono in modo potente su di noi, fino a farci sviluppare una condizione di malessere psicofisico. 

Fortunatamente ci sono, di contro, anche molti altri elementi dell’ambiente che invece ci fanno bene. In questo articolo ne vediamo 5, che possono essere introdotti facilmente nelle nostre abitazioni al fine di renderle “amiche” nel nostro benessere.  Cosa, questa, che appare particolarmente importante nel periodo storico che stiamo vivendo, dove – a seguito del Coronavirus – passiamo una quantità significativa del nostro tempo proprio tra le mura di casa. 

Pronti? Via!

 

1. Elementi naturali

Un primo elemento per una casa di supporto alla psiche è rappresentato dall’inserimento (come complementi o materiali) di elementi della natura, quindi piante, fiori, legno e acqua. 

La ricerca ci mostra che essere esposti ad elementi naturali è associato ad alti livelli di benessere e riduzione di stress e ansia

C’è una ragione evoluzionistica che sta dietro a questa attrazione che l’uomo ha verso gli elementi naturali: nel nostro passato erano proprio gli ambienti ricchi di vegetazione e acqua a favorire la nostra sopravvivenza, fornendoci cibo e riparo. L’uomo ha dunque mantenuto un’innata propensione a reagire positivamente nei confronti della natura, come prodotto adattivo dell’evoluzione. 

Per chi non ha modo inserire elementi o materiali green in casa, la ricerca sostiene che anche le rappresentazioni della natura (foto, video, quadri con paesaggi naturali o sottofondi sonori con moti ondosi, pioggia, fruscio di foglie) possono avere un effetto importante. 

Ma non è tutto: gli elementi naturali portano con loro anche il cosiddetto effetto restorativeness, ossia hanno il potere di ridurre l’affaticamento mentale e ristorare la nostra attenzione (e in generale il nostro benessere). 

2. Elementi “vivi”

Un altro ordine di elementi che non deve mancare in una casa per il benessere della nostra psiche sono gli elementi “vivi”.

Uno dei bisogni dell’uomo è di assistere alla natura come testimonianza di vita: la natura che cresce e ricresce, nasce e rinasce, ciclicamente. La natura che ogni volta si rigenera, si risveglia, anche dal più freddo degli inverni.

Avere sotto gli occhi, nella nostra casa, qualcosa di vivo, ci ricorda della nostra capacità di rinascere e rinnovarci continuamente. Rinascere dal dolore, da una ferita, da una stagione della vita negativa. Ma anche di rinnovarci nelle idee, passioni, punti di vista… lasciare andare qualcosa che non ci convince più per abbracciare la novità e il cambiamento.

Certamente coltivare un orto o curare un giardino possono esemplificare in maniera forte questo concetto, ma in mancanza di queste possibilità, è sufficiente avere qualcosa come un semplice bulbo in idrocoltura, una piantina di aloe, un seme interrato, da tenere sul balcone o sul davanzale.

3. Angoli protetti

Un terzo spunto per una casa che genera benessere psicologico riguarda la presenza di angoli protetti. 

Un altro bisogno biologico dell’uomo è di avere a disposizione degli angoli in cui sentire di avere le spalle protette e osservare da una prospettiva sicura il resto dell’ambiente. Questo perché, nel corso dell’evoluzione, abbiamo sviluppato preferenze spiccate rispetto all’avere un’ampia prospettiva sull’ambiente circostante e nel contempo trovarci nella condizione di non essere visti e fatti facilmente oggetto di attacchi dai predatori. 

Questo è uno dei motivi per cui i tavoli dei ristoranti che sono vicini alle pareti si riempiono prima e vengono inconsciamente preferiti rispetto a quelli in mezzo alla sala. 

Nell’attualità abbiamo conservato questo bisogno, infatti in una casa che genera benessere psicologico non dovrebbe mancare un nostro angolo protetto: una poltrona particolarmente accogliente magari posizionata in una nicchia, l’angolo di un divano, uno studiolo ben posizionato e così via. In queste situazioni si ha la prospettiva sugli altri e contemporaneamente un rifugio.

4. Colori

Ogni colore genera in noi delle percezioni e degli stati d’animo specifici. Ci sono ad esempio colori calmanti e colori attivanti, e possiamo imparare a utilizzarli efficacemente, scegliendo gli oggetti o gli arredi di una tonalità particolare in base alle attività che dobbiamo svolgere in quel determinato ambiente. 

Ad esempio, il blu e le sue sfumature sono note in letteratura per il loro effetto calmante. Il blu, secondo la ricerca, causerebbe una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Ecco perché questo colore è ideale ad esempio per la camera da letto, dove le parole d’ordine sono relax e riposo.

Il verde, in generale, può essere piacevole in molti ambienti, perché richiama la natura che, come abbiano detto, ci dona sensazioni di benessere e rigenera la nostra mente

Il bianco, infine, da un senso di apertura e può aumentare la percezione dello spazio; può dunque essere particolarmente indicato se i nostri ambienti sono piccoli, magari corredato da specchi e superfici riflettenti.  

5. Linee morbide

La ricerca in psicologia dell’ambiente mostra che, in generale, le persone tendono a preferire forme che presentano curve dolci, mentre trovano meno piacevoli quelle che presentano spigoli, linee spezzate o angoli aguzzi. 

Oggetti rotondi, sferici o comunque con linee morbide non dovrebbero mancare in una casa di supporto alla psiche. Secondo i ricercatori, il nostro cervello potrebbe aver sviluppato una predilezione per le forme arrotondate per motivi legati alla sopravvivenza, come riconoscere a colpo d’occhio un frutto. 

 

Questi i 5 elementi che chiunque di noi può implementare nella propria abitazione per renderla amica del proprio benessere. 

Li avete già aggiunti? Aspetto le vostre riflessioni e le vostre esperienze nei commenti a questo articolo 😉

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.