Bias mentali: come prendere decisioni difficili senza farsi influenzare - Psicologo Milano
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Bias mentali: come prendere decisioni difficili senza farsi influenzare

Hai mai sentito parlare di bias mentali?

Sono modelli mentali, scorciatoie di pensiero, che si attivano in automatico per aiutarci ad agire velocemente in situazioni difficili. Una cosa super utile per i nostri antenati, che grazie a loro sopravvivevano ai tempi della preistoria, ma oggi giorno questi meccanismi possono cacciarci anche nei guai. Ad esempio, facendoci agire irrazionalmente nel momento in cui dobbiamo prendere delle decisioni importanti.

Tipo: ti è mai successo di comprare un biglietto per il cinema, accorgerti che facesse schifo dopo 30 minuti, ma comunque restare fino alla fine dello spettacolo? La colpa è di uno di questi bias mentali che ci portano a perdere tempo e denaro.

Ora il punto è che se tu li conosci, se li identifichi, prendi consapevolezza di questi automatismi prima che prendano il sopravvento su di te, allora potresti fermarti un attimo e prendere la decisione migliore per te.

Allora pronti, via! Vediamo quali sono i 5 più importanti da conoscere e analizzare.

 

1.Il Bias odio/amore

Il primo è il bias odio/amore. Lo vedi bene nei tifosi di calcio prima di un match importante. Tipo, prendi il derby di Milano. Prima della partita i milanisti più sfegatati sono certi che la loro squadra prevarrà. D’altra parte gli interisti più sfegatati oppongono con la stessa determinazione proprio il pronostico contrario. 

Tutti trovano statistiche, logiche argomentazioni, eventi storici a dimostrazione della loro tesi.

Ora il punto è: come possono i due gruppi di tifosi prevedere, con una così forte sicurezza, due risultati opposti e contraddittori?

La riposta è nel bias odio/amore: i tifosi ultrà amano la loro squadra e odiano quella opposta. E gli esseri umani hanno la tendenza naturale a favorire ciò che piace e sfavorire ciò che non piace, spesso su un livello irrazionale. Occhio quindi, monitora il tuo atteggiamento davanti alle persone che ami troppo o che detesti: potresti seguire questa tua predisposizione fino al punto di ignorare i difetti degli amici ed esagerare quelli dei nemici. 

 

2. Il Bias di contrasto

Secondo bias è quello dell’effetto contrasto. Gli agenti immobiliari lo amano alla follia.

Ogni volta che qualcuno si trasferisce per la prima volta in città, l’agente gli propone la casa più sovrastimata e fatiscente che riesce a trovare.

Perché lo fa, se sa benissimo che il cliente la odierà? Perché sa anche che facendo così, quando gli mostrerà la casa successiva, più carina e leggermente sovrastimata, il cliente l’amerà. Infatti, penserà: “Beh, rispetto a quella di prima qui è molto più economica e bella. La compro!”

L’effetto contrasto fa sì che qualsiasi cosa possa acquisire un bell’aspetto, se paragonata a qualcosa di davvero terribile o viceversa. Occhio a questo bias e assicurati di analizzare ogni tua decisione indipendentemente dalle altre influenze. Se qualcosa non va bene, non importa quanto peggiore sarà la cosa vicino ad essa: è necessario riconoscere che non va comunque bene. 

 

3.Il Bias dell’autorità

Terzo bias è quello dell’autorità, e sta dietro alla fiducia che dai ai dottori, ai politici, ai professori, ai capi… Il bias dell’autorità – in buona sostanza – ti spinge a fidarti delle figure autoritarie fino all’inverosimile, anche se stanno palesemente sbagliando. 

Ci dimentichiamo che anche loro possono sbagliare e smettiamo di farsi domande sulle loro idee, smettiamo di coltivare il dubbio. 

Non importa quanto educata, con esperienza o sicura una persona sia, può sempre sbagliarsi. Non dimenticarlo quando sei davanti a un espertone ed eventualmente pensa a sentire una seconda opinione, al di là di quanta fiducia hai nello specialista.

 

4. Il Bias dell’aspettativa sociale

Un quarto bias è quello dell’aspettativa sociale. 

Da tempo avevo in mente di fare dei video su YouTube dove parlavo di psicologia, ad esempio, ma temporeggiavo perché nessun altro li faceva e le persone che mi conoscevano non si aspettavano da me una evoluzione sul web della mia professionalità.

Quindi temporeggiavo sempre di più. Fossi stato da solo, non avessi subito l’influenza e la pressione delle aspettative sociali su di me, avrei iniziato prima del 2012, anno in cui ho trovato il coraggio di andare oltre il bias delle aspettative sociali e mi sono messo in gioco.

Ovviamente il bias funziona anche al contrario, quando fai una cosa perché tutti si aspettano che tu la faccia. Occhi aperti anche su questo punto, quindi, e vediamo l’ultimo bias.

 

5. Il Bias della perdita

Ovvero il Bias della perdita. Charles Munger, che a lungo ha studiato i bias di cui ho parlato in questo video, spiega il Bias della Perdita con una storia riguardante i suoi vicini di casa. 

Entrambi milionari, vivevano nel miglior punto della città con una vista di 180° sul porto. 

In seguito, uno dei due piantò un pino di un metro vicino al bordo dell’acqua. Improvvisamente, la vista sul porto dell’altro vicino diventò di 179°.

La faida che ne conseguì portò a settimane di discussioni, mal di testa, scontri accesi. Il vicino si rifiutò di rinunciare al suo piccolo albero. L’altro non poteva sopportare la perdita della vista di 1°.

Entrambi continuarono la faida anche quando il mal di testa diventò più forte dell’esito della vittoria.

La lezione? Quando hai qualcosa e rischi di perderlo, tendi a sovrastimare il suo reale valore.

 

Che fare?

Bene amici, allora che fare? Come allenarsi a riconoscere questi 5 Bias e fare meno errori nella nostra vita? Parti da qui:

  1. Prendi un foglio e scrivi con parole tue i 5 grandi bias, magari facendo un esempio di come ci sei cascato in passato anche tu.
  2. Chiediti quindi per ognuna di queste 5 decisioni sbagliate, cosa avresti potuto fare per riconoscere il bias per tempo.
  3. Poi prova a immaginare quale sarebbe stata la decisione giusta da prendere, e che impatto diverso avrebbe avuto sulla tua vita.
  4. Infine, per i prossimi 7 giorni, la sera prima di dormire ripensa alla tua giornata e scriviti su un quaderno 2 o 3 bias che hai riconosciuto durante il giorno, o in cui sei cascato.

Vedrai che con questo training sarai presto in grado di riconoscere ed evitare tutti i bias che ti condizionano.

 

LINK UTILI:

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.