Coronavirus ed emergenza umana: le persone e le aziende sono pronte per il post pandemia? - Psicologo Milano
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Coronavirus ed emergenza umana: le persone e le aziende sono pronte per il post pandemia?

emergenza umana coronavirus

In questo periodo abbiamo la testa piena di emergenze. 

Tutte iper giustificate, iper comprensibili e di enorme attualità. 

Lemergenza sanitaria. Caspita, ma quanto stanno facendo i nostri medici? In prima linea giorno e notte a lavorare fino allo stremo. In trincea a combattere con la malattia rischiando la loro vita per salvare quella degli altri. 

Lemergenza sanitaria è la priorità e tutti noi dobbiamo affrontarla in modo compatto e rigoroso: giusto e sacrosanto. 

Poi c’è lemergenza economica. Non tutti ancora hanno realizzato che dopo londata del Covid-19 ci sarà una crisi economica molto pericolosa che manderà in recessione il paese. É unemergenza che temo farà stragi e danni gravi, almeno tanto quanto quelli prodotti dallemergenza sanitaria. 

Di questa emergenza si preoccupano soprattuto i liberi professionisti o gli imprenditori e i loro manager. In realtà travolgerà tutti quanti, a prescindere dal contratto di lavoro in loro tutela. 

Ma c’è in tutto questo unaltra emergenza, che è lemergenza dell’essere umano, ma che in pochi vedono. O se la vedono, tendono a posticipare il momento in cui andrà affrontata. Ma è un errore rimandarla a domani perché domani sarà troppo tardi. 

La testa delle persone in questo momento è riempita solo e soltanto dalle prime due emergenze: sanitaria ed economica. Anche la testa delle aziende è principalmente rivolta al fatturato in calo. Io stesso lavoro con tante aziende, ne ho una anche io, e capisco la loro preoccupazione perché per primo la vivo sulla mia pelle. 

Ma in questo modo, se noi ci concentriamo solo sullemergenza sanitaria ed economica, perdiamo di vista l’anello di congiunzione tra l’oggi e il domani, perdiamo di vista il campo di battaglia sul quale si gioca lemergenza decisiva e più costosa in assoluto: lemergenza umana. 

Sto parlando con diversi imprenditori ultimamente, per lavoro e per motivi di amicizia. Quando faccio loro questa domanda è come se si aprisse un nuovo mondo di consapevolezza: ma secondo te, quando tutto questo sarà finito, quando lemergenza sanitaria sarà passata, i tuoi uomini come torneranno al lavoro? Torneranno così, dalloggi al domani, come se nulla fosse successo? Riprenderanno a comportarsi come dal giorno prima dellarrivo della pandemia? Dopo 2-3 mesi di lock down, uno esce di casa e ricomincia la sua normalità come se si trattasse di spostare un interruttore da spento ad acceso? 

No ragazzi, non sarà così. Niente tornerà come prima 

Questo periodo di fermo ci sta cambiando. Alcuni saranno cambiati per sempre. Nella pausa, in nuovi ambienti, con nuovi comportamenti e abitudini, le persone prendono delle decisioni. Riabbracciano valori dimenticati. Abbandonano valori prima considerati importanti. Decidono di lasciare il lavoro. Scoprono di non amare il partner. Oppure il contrario, ovviamente, il punto è che le persone cambiano. 

Io lavoro con piccole e medie imprese e anche con importanti multinazionali: troppe realtà hanno gli occhi chiusi su questo punto. Non hanno ancora realizzato il fatto che i loro dipendenti in questa pausa stanno cambiando e che quando torneranno al lavoro non saranno più quelli di prima.  

E se tu che mi stai ascoltando lavori in una azienda o ne hai una, allora fai attenzione, perché devi pensarci adesso e non domani, quando riaprirai i cancelli. Ora è il momento di mettere al centro lemergenza delluomo, perché è ora che devi adoperarti per capire come avviare un ritorno alla normalità che sia graduale ma efficace a tutti gli effetti per i tuoi uomini, e quindi per la tua attività. 

É ora che devi agire per rinforzare le soft skills e la psicologia dei tuoi uomini.  

É ora che devi lavorare sulluomo.  

É ora che devi capire quali saranno le persone con più difficoltà al rientro. 

Più tardi farai questi ragionamenti, più tardi volgerai il tuo sguardo alluomo e alla sua psicologia, più difficile sarà recuperare la situazione e più complesso e costoso sarà far ripartire la macchina. 

Tra la malattia e la recessione, la gente dimentica luomo. E per lottare contro la recessione serve un uomo forte, soprattutto forte mentalmente, perché creare aziende di successo, riprendersi dalla crisi, rilanciare leconomia, è prima di tutto una questione di atteggiamento mentale. 

Come farà la tua azienda a reagire alla recessione se i tuoi uomini saranno psicologicamente distrutti o psicologicamente trasformati da questi 3 mesi vissuti su un altra dimensione? 

Le aziende devono svegliarsi dal torpore della crisi economica e prendere una decisione ora. É ora è il momento di portare la psicologia in azienda. Di creare sportelli di ascolto per i tuoi uomini. Di comprare loro dei video corsi psicologici. Di programmare come riaprirà la tua azienda e come tratterà le persone. Di capire quale formazione far fare subito al rientro alle tue figure chiave. 

Dopo sarà troppo tardi. Dopo sarà più difficile. 

Alza il telefono e chiama il tuo consulente aziendale. Chiama il tuo psicologo del lavoro di riferimento e chiedigli di attivarsi in questa direzione. E se non hai nessuno che sappia aiutarti, io e la mia azienda facciamo questo e ci siamo, ti aiuteremo e ti verremo incontro come possiamo. 

Lemergenza dellessere umano costerà molto di più dellemergenza economica. 

Non perdere tempo. Ora è il tempo dellessere umano, ora è il tempo della buona psicologia. 

 

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Le riflessioni di questo articolo sono state ispirate dalla lettura di questo post di Gianmarco Pinto su LinkedIn: https://bit.ly/2JrzzjP

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.