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Social Network consapevoli: quali rischi e vantaggi per le tue relazioni

social media

Immagina che un tizio, che chiameremo Cal Newport, prenda 1600 persone e per 30 giorni impedisca loro di andare su Facebook, Instagram, Twitter e tutte le altre tecnologie accessorie. 

Ti mette già ansia questa idea?

Nessuno è morto di infarto o di tristezza: questa è la prima notizia.
La seconda è che pur essendo stata dura per molti, successivamente ai 30 giorni la stragrande maggioranza dei casi ha cambiato in meglio la propria vita. 

Sono diventati più felici. Più produttivi. Hanno trascorso più tempo con i loro figli. Un padre  addirittura osservò quanto fosse strano essere l’unico genitore al parco giochi a non guardare il suo telefono.

La ricerca parla chiaro: il 70% della tua felicità deriva dalle relazioni. I fattori chiave per i ricercatori Murray e Peacock sono gli amici, la vicinanza degli amici, la vicinanza della famiglia, le relazioni con i colleghi e i vicini: messe insieme queste caratteristiche spiegano il 70% circa della felicità personale.

Ora attenzione: qual è secondo te il più grande fattore sotto il tuo controllo che sta togliendo tempo di qualità alle tue relazioni? Probabilmente il tuo telefono. Il web. Le pseudo-relazioni che hai sui social.

Per ridurre il tempo sullo schermo ci sono un sacco di trucchi, molti dei quali ne ho parlato in altri video o nel mio libro Fattore 1%, tutti ottimi e da applicare in modo da vedere quale a te torna meglio utile. Spesso queste indicazioni però non aiutano le persone. Un po’ come quando ti metti a dieta, che all’inizio lo fai e poi molli. Quale il problema? Dobbiamo concentrarci su qualcosa di più profondo. Non solo un intervento sul comportamento, ma sui nostri valori.

Oggi vediamo un paio di riflessioni attorno al tema dell’utilizzo sbagliato e corretto delle nuove tecnologie.

 

1. FOMO: cosa stai perdendo veramente?

La prima ruota attorno al concetto di FOMO, ovvero Fear Of Missing Out, la paura di perdere qualcosa che ti spinge ogni 2 secondi a controllare Instagram e gli altri social network. La molla che ti muove è il timore di perderti l’ultima isteria di internet: in realtà il vero problema non è che ti stai perdendo qualcosa online, ma che ti stai perdendo la conversazione nel mondo reale, lo sforzo per stare veramente con qualcuno, connettersi con le persone attraverso il bene, il male, la noia e il divertimento: ti stai perdendo la vita.

La conversazione richiede pratica, e passare troppo tempo al telefono non solo ci distrae dalle relazioni, ma ci rende meno competenti nel gestirle.

Non sto dicendo che i social non abbiano valore, non sarei credibile in questa affermazione visto quello che io devo loro, ma che devi essere consapevole non solo del valore che incameri a stare li dentro, ma anche al valore cui stai rinunciando per essere altrove.

Hai 24 ore al giorno. Se stai facendo una cosa, non ne puoi fare un’altra, corretto? Allora chiediti: il valore che guadagni dall’online è migliore del valore che otterresti dalla sua alternativa? Migliore del tempo di qualità con gli amici? Il punto è che dobbiamo essere più consapevoli delle scelte che stiamo facendo. 

 

2. La tecnologia è uno strumento?

Seconda idea è relativa al fatto che è chiaro che la tecnologia è fondamentalmente uno strumento. Ma tu ti sei mai seduto e deciso che di default avresti controllato 300 volte al giorno la mail? O che ogni volta che avrai un secondo libero fisserai il tuo telefono?

Non lo hai mai deciso, ma in qualche modo è diventata una regola.

E questo è il problema. Non hai preso una decisione in questo senso, mai. Un martello è uno strumento. Ma sei costretto a prenderlo ogni volta che hai un momento libero, diventa una schiavitù. 

Lo dovresti usare come un mezzo per raggiungere i tuoi obiettivi, e all’inizio magari diventa così, ma poi il suo scopo si snatura. 

La trappola è molto pericolosa, e molti ci cadono un po’ perché queste tecnologie sono irresistibili, come dice Adam Alter nel suo bel libro “Irresistibile” per l’appunto. Un po’ perché molti di noi non conoscono i propri valori e obiettivi. E veniamo dunque al terzo punto.

 

3. Tecnologia al servizio dei valori

Magari per te la carriera è tutto. Sei nel campo delle vendite e quindi sai che cosa? Forse hai davvero bisogno di controllare la posta elettronica 300 volte al giorno. Nessun problema: la tecnologia è al servizio dei tuoi valori. Ma non è lo stesso per la maggior parte di noi.

Io partirei da questo: chiediti cosa è importante per te. E poi decidi se e come la tecnologia si possa adattare alla tua vita per raggiungere quegli obiettivi e perseguire, amplificare i tuoi valori. In questo modo vai a costruire una filosofia di utilizzo delle tecnologie basata sui tuoi valori.

Prima devi conoscere i tuoi valori e le tue priorità, poi imposti le regole che funzionano per loro. Se non parti da qui, se non inizi con i valori, il tempo tecnologico riempirà automaticamente ogni vuoto e finirai per chiederti dove è andato a finire il tempo, e poi magari gli amici e la famiglia.

 

Cari amici, non è facile sopravvivere alle nuove tecnologie. Non si tratta di distruggere il router e abbandonare il cellulare in mezzo alla strada, ma imparare a staccarci dai mille stimoli che ci fornisce il cellulare e stare da soli. Riprendere in mano il tempo con noi stessi, riabituarci al pensiero, perché quello che ci accade, anche sul web, va elaborato e collocato nella vita reale.

Perché, pensaci un attimo, quanti dei migliori momenti della tua vita si sono verificati davanti a uno schermo?

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.