Cosa rende una squadra efficace - Psicologo Milano
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Cosa rende una squadra efficace

Secondo te cosa rende una squadra efficace? La fiducia, la cooperazione o è questione di “chimica”?

Da quando sono diventato imprenditore, mi ritrovo anche io alla guida di un team di lavoro a tutti gli effetti, con gli oneri e onori del caso. Non essendo io un leader nato, e avendo molto da imparare in ambito “gruppi vincenti”, sono andato alla ricerca di consigli pratici da applicare nella mia quotidianità.

Dunque, vediamo tre spunti interessanti per aumentare l’efficacia del gruppo, sia che si tratti di lavoro, di famiglia o di amici.

 

1) Costruisci sicurezza

Il primo punto è quello di costruire sicurezza attorno ai singoli individui del gruppo.

La sicurezza assomiglia molto all’ossigeno – non ci pensi finché non ti manca e, per lo stesso motivo, nessuno pensa mai a costruirla.

Eppure, è difficile creare fiducia quando senti che sarai giudicato, sgridato o licenziato per aver detto o fatto qualcosa di sbagliato.

Quindi, come facciamo a costruire sicurezza?

Alex Pentland sostiene che occorre lavorare su i segnali di appartenenza. Secondo le sue scoperte questi segnali laddove presenti sarebbero i predittori numero uno delle prestazioni della squadra, ancora più predittivi di parametri tipo intelligenza, abilità o leadership. Si tratta spesso di cose piccole, comportamenti e azioni apparentemente innocui, che però influenzano l’attività della nostra amigdala. Secondo Pentland dobbiamo quindi assicurarci che nel team:

  • Tutti abbiano la possibilità di parlare;
  • Le persone prestino attenzione l’una all’altra e si guardino negli occhi;
  • Il linguaggio del corpo sia rispettoso;
  • Che tutti si sentano ascoltati;
  • Nessuno sia sprezzante nei confronti dell’altro e che le persone non vengano interrotte mentre stanno parlando.

Fatto? Bene, quindi adesso tutti si sentono al sicuro – ma come facciamo a creare fiducia e incoraggiare la cooperazione? Vediamolo con il secondo punto.

 

2) Condividi la tua vulnerabilità

Il secondo punto è “condividi la tua vulnerabilità”. Di norma nei gruppi nessuno vuole apparire incompetente, ma è proprio rendendoci vulnerabili che riveliamo la nostra umanità e questo è ciò che crea connessione e fiducia.

Jeff Polzer, ricercatore ad Harvard, ha studiato l’elemento della vulnerabilità nei team e ha visto che laddove vige la regola per cui va bene ammettere le proprie debolezze e aiutarsi a vicenda, le persone iniziano a rilassarsi e connettersi in maniera più profonda: a fidarsi.

Per citare Daniel Coyle, autore del libro The Culture Code: The Secrets of Highly Successful Groups:

 

“… essere vulnerabili insieme è l’unico modo in cui una squadra può diventare invulnerabile.”

 

Bene, adesso abbiamo visto un modo per aumentare sicurezza e fiducia. Ora come facciamo a essere tutti sul pezzo e motivati? Vediamolo al terzo punto.

 

3) Stabilire uno scopo

Con lo scopo si intende l’obiettivo condiviso dal gruppo, ovvero la direzione verso la quale dobbiamo tutti remare all’unisono per raggiungere la nostra meta.

Attenzione: quello che noto è che spesso se ne danno troppi di obiettivi, magari in conflitto tra loro oppure spiegati in maniera poco chiara.

Non ci credete? Provate a chiedere al vostro team le prime 3 priorità del gruppo.

La rivista Inc. ha riportato una ricerca che coinvolgeva i dirigenti di 600 aziende. Questi signori stimavano che il 64% della loro forza lavoro sarebbe stata in grado di nominare le prime 3 priorità dell’azienda. Invece i risultati riportarono che… appena il 2% sapeva indicarle.

I gruppi di maggior successo definiscono una piccola manciata di priorità (più o meno cinque) e molti, tra l’altro, inseriscono in cima a questa lista le relazioni all’interno del gruppo. Quello che voglio dire è che per queste aziende il più grande progetto è la costruzione e il sostegno del gruppo stesso.

Se le loro relazioni funzionano, tutto il resto funzionerà di conseguenza.

 

Ricapitoliamo:

  • Essere con persone che ti fanno sentire al sicuro;
  • Essere circondati da coloro che accettano le tue debolezze;
  • Essere uniti insieme agli altri per uno scopo significativo.

Queste sono tre semplici cose che possiamo fare per rendere più efficaci i nostri gruppi e, per inciso, sembrano anche una ricetta per la felicità 😉

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.