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Cosa succede quando ci raccontiamo?

Benessere / Psicologia

Cosa succede quando ci raccontiamo?


Vi siete mai chiesti cosa accade quando vi raccontate?
Cosa succede alla vostra memoria, al vostro pensiero, alla vostra opinione di voi, alla vostra salute?

Pennebaker (1984) fu uno dei primi studiosi a mettere in piedi un esperimento che tentasse di dare qualche risposta a queste domande, divise i ragazzi che volontariamente si erano offerti di partecipare al suo studio in tre gruppi: uno avrebbe descritto la stanza in cui si trovava, l’altro avrebbe raccontato i fatti relativi a un trauma e il terzo avrebbe dovuto descrivere i fatti uniti alle emozioni vissute durante il momento traumatico. I ragazzi avrebbero dovuto scrivere seguendo le consegne 15 minuti di getto per tre giorni consecutivi.

I risultati furono sorprendenti: le persone che avevano descritto i fatti uniti ai loro pensieri ed emozioni riportavano un brusco calo delle visite mediche e un miglioramento sensibile dell’umore e del loro atteggiamento.

Qualche anno più tardi (Pennebaker, Kiecolt-Glaser, & Glaser, 1988) questo miglioramento fisico fu indagato a livello empirico e fu rilevato che racconarci produce:

-un aumento del numero di cellule T-helper, linfociti prodotti dal timo;
-produzione di anticorpi per il virus di Epistein-Barr, virus della famiglia degli herpesvirus responsabile della mononucleosi infettiva nonchè di alcuni tipi di tumore e linfomi;
-produzione di anticorpi che rispondono al vaccino anti Epatite B.

Luca Mazzucchelli – www.psicologo-milano.it‘s insight:

Interessante articolo che racconta come la ricerca confermi sempre di più i benefici che derivano dall’azione di raccontarsi. 

Gli psicologi oltre a essere degli ascoltaotori di storie, sono dei riformulatori delle stesse. Per spiegare quanto è importante ascoltare la propria storia ripetuta da una terza persona, è emblematica la storia di Ulisse alla corte dei Feaci.

In breve, Ulisse dopo un lungo e difficoltoso viaggio approda alla corte dei feaci e si presenta a una serata di festeggiamenti in incognito. Durante la festa, come da tradizione, un aedo canta le gesta degli eroi e, tra questi, racconta anche le vicende dell’eroico Ulisse.

E’ in questa occasione che Ulisse, improvvisamente, si rivela agli astanti togliendosi il mantello nel quale si nascondeva e scoppiando a piangere: ascoltando il racconto della sua storia essa assume ai di lui occhi un nuovo significato.

In fin dei conti il superamento dei conflitti passa attraverso un racconto congiunto e condiviso di una storia che trova nuovi significati e approdi.

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