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Il disagio raccontato con i testi di De André

Attualità / Psicologia

Il disagio raccontato con i testi di De André

Il mio parere: per fortuna la creatività non manca ai colleghi psicologi che riescono a cavalcare l’onda dell’arte per cercare di trasformare la sofferenza delle persone rendendola più tollerabile.

Bella iniziativa dove la psicologia “scienza di confine” incontra la musica, stravolgendo con ottimi risultati il setting classico che ci aspetteremmo ad incontrare uno psicologo dell’Ospedale Sacco di Milano.

Voto articolo 9/10

Tratto dall’articolo:

“(…) E così Catania, con l’autorizzazione e il beneplacito di Dori Ghezzi e della Fondazione De André, modificò i testi di alcune canzoni, senza tradirne lo spirito e la poesia, perché rispecchiassero meglio le storie dei suoi pazienti.

La ballata dell’amor cieco, così è diventata La ballata dell’amor di vetro (o dell’anoressia), e La ballata degli impiccati è stata parafrasata ne La ballata degli impanicati.

Chi infatti può capire quello che si prova quando si ha la sensazione di essere sul punto di morire, come i condannati della canzone di De André, più chi soffre di attacchi di panico?

Nella canzone Catania descrive con pochi tratti efficaci il respiro che diventa affannoso, il cuore che corre all’impazzata, il petto stretto in una morsa, il sudore che gronda.”

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Luca Mazzucchelli

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