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«Il filosofo dopo Freud? È un medico per le idee»

Psicologia

«Il filosofo dopo Freud? È un medico per le idee»

Il mio parere: sono sempre stimolanti le riflessioni di Galimberti sulla psicologia e le sue zone limitrofe.

Non mi colpisce ovviamente l’attacco agli psicofarmaci, quanto la sua chiusura rispetto alla psicoterapia cognitivista comportamentale e lo spezzare invece una lancia in favore al counseling filosofico.

Questo atteggiamento in realtà è probabilmente molto in linea con la sua storia formativa e la modalità di intendere il disagio mentale e la sua evoluzione, forse più incentrata sul problema che sulla sua soluzione.

Quello che in tutta sincerità non mi torna, è la presunzione di affermare che la psicoanalisi sia “la strategia più opportuna per stare meglio”, concetto che credo riduttivo rispetto alla grande offerta psicoterapeutica a oggi presente, e semplicistico al pari di chi decide di prendere il farmaco invece che comprendere un po’ più a fondo in che contesto esso sia inserito.

Voto articolo: 8/10

Tratto dall’articolo:

“(…) Il secondo scenario da cui occorre in qualche modo difendersi è il cognitivismo e il comportamentismo, le due terapie che dall’America stanno prendendo piede anche in Italia.

Utilissime per certe patologie, come l’anoressia per esempio, ma po’ troppo precettistiche: ti dicono cioè quello che devi fare senza proporre un’analisi del disagio a partire dalla propria condizione psicologica.

(…) La differenza tra Freud e Schopenhauer sta nel fatto che il secondo non poteva dimostrare le sue tesi attraverso materiali clinici.

Questo giustifica il fatto che le idee del filosofo non hanno accolto nessuna obiezione, quelle del clinico, sostanzialmente uguali, hanno suscitato un pandemonio, un inferno, una serie di rifiuti dell’atteggiamento psicanalitico.

Perché quando si entra in campo medico si muovono interessi che non si muovono solitamente per i filosofi.

La consulenza filosofica è una sorta di cura delle idee e i consulenti filosofici stanno iniziando a lavorare in strutture quali ospedali, carceri, scuole e imprese oltre a proporre la consulenza personale.

Ma per affermarsi ci vorranno una ventina d’anni, tanti quanti ne sono stati necessari a Freud per far passare la psicoanalisi.”

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Luca Mazzucchelli

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