Il riconoscimento, non i soldi, fanno la felicità... - Psicologo Milano
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Il riconoscimento, non i soldi, fanno la felicità…

Il mio parere: concordo con la tesi sostenuta dall’autore dell’articolo e credo che i soldi andrebbero spesi nella direzione della socialità.

Fare viaggi, conoscere gente, creare opportunità di relazioni e progetti: sono tutti fattori che ci aiuterebbero a vivere più serenamente.

Peccato che troppo spesso le persone diventano schiave del denaro, andando incontro a conseguenze disastrose.

Voto articolo: 8/10

Tratto dall’articolo:

“La questione se i soldi facciano o meno la felicità è antica quanto l’uomo – o per lo meno fin da quando è stato inventato il denaro – e, ancora oggi, è oggetto di discussione… e molti studi.

«Ci siamo interessati a questa idea – spiega Anderson su Psychological Science, su cui è stato pubblicato lo studio – perché ci sono prove abbondanti che un più alto status socio-economico (maggiore reddito o ricchezza, istruzione superiore) non aumenta molto e a tutti il benessere soggettivo (o felicità).

Ma, al tempo stesso, molte teorie suggeriscono che uno status più elevato dovrebbe promuovere la felicità».

Quello che invece hanno scoperto gli autori è che a fare la differenza era il rispetto, l’ammirazione da parte della propria cerchia di conoscenze: dai conoscenti agli amici, dai colleghi agli abitanti del proprio quartiere e via discorrendo.

L’essere dunque rispettato, veder riconosciuto il proprio valore, acquista una valenza anche nella società e permette una maggiore integrazione: questo donerebbe un senso di felicità maggiore che non il disporre di grandi somme di denaro.”

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Luca Mazzucchelli

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.