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Intelligenza emotiva: 3 esercizi per aumentarla

intelligenza emotiva

Oggi parliamo di intelligenza emotiva: nota ai più per il libro best seller di Goleman, è la capacità di entrare profondamente in contatto con le tue emozioni e usarle per migliorare la tua vita ed è un’abilità che può essere allenata nel corso della nostra esistenza in modo da incrementarla nel tempo.

Vediamo quindi alcune indicazioni per lavorarci sopra in modo da diventare cintura nera di emozioni.

 

1. Esercita la granularità emotiva

Il primo punto è quello di esercitare e affinare la tua granularità emotiva. Di che cosa si tratta? Beh, te lo spiego così: le persone emotivamente intelligenti non dicono “mi sento bene”, ma distinguono tra felice, estasiato, gioioso e straordinario,… Insomma, mettono a fuoco le varie sfaccettature delle emozioni che provano.

Il concetto è che se tu potessi distinguere i significati più fini all’interno del classico “Mi sento alla grande” (felice, soddisfatto, eccitato, rilassato, gioioso, speranzoso, ispirato, orgoglioso, adorante, grato,…); oppure se tu potessi cogliere cinquanta sfumature di “Schifato” (arrabbiato, appesantito, allarmato, sconvolto, mortificato, risentito, spaventato, invidioso, doloroso, malinconico,…); allora il tuo cervello avrebbe molte opzioni per predire, categorizzare e percepire l’emozione.

Persone che hanno una granularità emotiva scarsa vanno più facilmente incontro a disturbi emotivi e di personalità. Oltre al fatto che tanto meno distinguerai finemente quello che senti, tanto meno saprai affrontare i problemi emotivi in maniera costruttiva: se l’unico concetto di emozione negativa che hai è “Mi sento male” ricorrerai a modalità inefficaci per fronteggiarlo, ma se sarai in grado di distinguere il generico “Mi sento male” dal “Mi sento solo”, allora sarai in grado di affrontare il problema, ad esempio chiamando un amico.

La granularità emotiva rappresenta il primo strumento per aumentare la nostra intelligenza emotiva. Se vi interessa saperne di più, vi consiglio la lettura del libro della dottoressa Lisa Feldman Barrett “How Emotions Are Made” (in inglese) di indubbio interesse.

Bene, stai quindi prendendo tempo per distinguere i tuoi sentimenti e stai facendo passi in avanti dalla cintura bianca “Mi sento male” alla cintura nera “Sono consumato dal rimpianto”. È ora di passare al livello successivo, pronto?

 

2. Dizionario

Un dizionario può aiutarti a sviluppare intelligenza emotiva perché imparare più parole relative al mondo emotivo è la chiave per riconoscere le sfaccettature di cui parlavo nel punto precedente. Probabilmente non hai mai pensato che imparare parole nuove potesse essere un possibile percorso verso una maggiore salute emotiva. Eppure è dal linguaggio che padroneggi che nascono i tuoi concetti, le tue idee, i tuoi pensieri: sono proprio le parole che usi a guidare le tue previsioni sul mondo o su come distribuire le tue energie e aspettative. Possiamo quindi concludere che queste impattano su come ti senti.

Non serve essere un campione di Scarabeo per essere emotivamente intelligente, sia chiaro, ma è importante sedersi faccia a faccia con le proprie emozioni e trascorrere del tempo con loro per distinguerle ed etichettarle. Così sei arrabbiato, furioso, rancoroso o solo inverso? Riconosci le tue emozioni, entra dentro di loro e impara a sentire le sfumature tra i vari sentimenti.

E se il dizionario non trovasse la parola giusta per descrivere e catalogare come ti senti? Nessun problema, vediamolo con il prossimo punto.

 

3. Crea nuove emozioni

Il terzo e ultimo punto è “crea nuove emozioni”. Le emozioni sono universali, ma ognuno di noi deve mettere a fuoco il suo rapporto soggettivo e specifico con esse e questo può aiutare molto nell’aumentare la propria intelligenza emotiva. Se non dai tu un nome a qualcosa che non sai catalogare con parole già esistenti, infatti, il tuo cervello scrolla le spalle e lo getta nel mucchio “diverso”. Questo non deve possibilmente succedere, soprattutto se si tratta di un’emozione che provi frequentemente. Cerca quindi di sforzarti e di dare un nome a quei sentimenti.

Mi viene in mente una campagna pubblicitaria di qualche tempo fa, dove venivano coniate nuove emozioni, ad esempio “speransia”, “nostalgioia”, “pauraggio”,… L’idea è proprio in sintonia con quanto vi sto dicendo: dare un nome inventato alle nostre sensazioni uniche.

Se vuoi renderlo ancora più reale, puoi condividere l’emozione con qualcuno. Ad esempio, di’ al tuo partner il nome di quella sensazione unica che ti dà. In fin dei conti le parole “felicità” e “tristezza” sono dei concetti costruiti: diventano reali perché li abbiamo concordati con gli altri. Anche i dollari sono solo rettangoli di carta verde, finché un giorno tutti concordano che abbiano un certo valore e allora diventano preziosissimi.

 

Abbiamo visto qualche spunto su come aumentare l’intelligenza emotiva. Non è l’unica via, sia chiaro, ma secondo me di questi 3 step si parla molto poco e ci tenevo a portarli alla vostra attenzione. A tutti quelli che hanno letto l’articolo fin qui voglio offrire un ringraziamento sincero e dire che se lo condividerete con i vostri amici io mi sentirò gratiglioso! Già, ecco l’emozione che io ho inventato per descrivere un misto tra la gratitudine e l’orgoglioso!

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.