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Non basta il viso per distinguere le emozioni

Psicologia

Non basta il viso per distinguere le emozioni

Il mio parere: troppo spesso – forse anche per demerito di alcuni programmi televisivi troppo semplicistici – ci si fa una idea troppo “leggera” della lettura del comportamento non verbale che le persone possono assumere.

Questo articolo spiega l’importanza, ad esempio, di non fermarsi alle espressioni del volto, ma di andare oltre e indagare la postura.

Di mio sento di aggiungere che il comportamento non verbale va sempre calato all’interno del contesto in cui si sta manifestando, il rischio è altrimenti di male interpretare tutta la “scena comunicativa”.

Voto articolo: 7/10

Tratto dall’articolo:

“Quando dobbiamo valutare ciò che sente una persona che sta provando emozioni molto forti, la nostra interpretazione dipende molto più dalla sua postura e dalla gestualità del suo corpo che dall’espressione del viso, che può facilmente trarre in inganno.

A questa conclusione – che contraddice o, più precisamente, ridimensiona l’idea che le espressioni facciali trasmettano in modo specifico la connotazione positiva o negativa degli stati d’animo – è giunto uno studio condotto da Hillel Aviezer, Yaacov Trope e Alexander Todorov, rispettivamente della Princeton University, della New York University e della Radboud University, che firmano in proposito un articolo pubblicato su “Science”.

I ricercatori sono partiti da una duplice considerazione: da un lato la maggior parte degli studi hanno usato espressioni facciali standard, che segnalano le emozioni in modo molto chiaro e distinto, e in effetti più alta è la loro intensità, più accuratamente vengono riconosciute. Nella vita reale, però, l’espressività del viso può essere più complessa e variegata.

In secondo luogo, gli studi di neurobiologia hanno mostrato che dolore e piacere sono modulati entrambi dal sistema delle endorfine e da quello della dopamina e coinvolgono le stesse aree cerebrali: insula, striato, corteccia orbitofrontale, nucleo accumbens e amigdala.”

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Luca Mazzucchelli

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