Il potere della scrittura: perché scrivere fa bene - Psicologo Milano
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Il potere della scrittura: perché scrivere fa bene

perché scrivere fa bene

Secondo una ricerca di Bernard Rimé dell’Università di Lovanio, in Belgio, un segreto raccontato in via confidenziale viene diffuso mediamente ad almeno altre due persone.

Il che significa che tendenzialmente se racconti una cosa che ti turba a qualcuno, dopo poco sarete almeno in 3 a saperla.

Aprirsi con gli amici quando ti succede un casino, insomma, non è sempre semplice, anzi. Devi sentirti decisamente al sicuro ed essere certo che non sarai giudicato.

Questo è il motivo per cui molte persone si confidano in modo controintuitivo con i baristi o con i parrucchieri invece che con amici o parenti: è un po’ come se, alla luce della maggiore distanza relazionale, ci fosse maggiore sicurezza.

Ora, c’è però un’altra via per cercare significato nelle cose che ci accadono e che, magari, anche a distanza di tempo, ci turbano e questo qualcosa è… la scrittura.

Questa attività così semplice ed economica ha dei poteri veramente sorprendenti. Jamie Pennabaker probabilmente è lo psicologo che in assoluto ha studiato maggiormente i suoi effetti, perché lui per primo dalla scrittura è stato salvato.

Pennabaker racconta che circa 30anni fa il suo matrimonio era sull’orlo del divorzio e si sentiva completamente depresso. Nonostante abbia avuto grossi problemi, non è andato da un terapeuta (ironico perché Jamie era all’epoca uno studente laureato in psicologia).

Invece, ha iniziato a scrivere veramente tanto: ha scritto del suo matrimonio, della sua carriera, della sua infanzia. Fondamentalmente parlava di ogni grave problema della sua vita e di come si sentiva al riguardo. E poi è successo qualcosa…

Ha iniziato a sentirsi meglio, molto meglio: si è reso conto di quanto sua moglie significasse per lui e hanno risolto i loro problemi. Poi ha pensato: forse scrivere potrebbe aiutare qualcuno a sentirsi meglio riguardo alle sue difficoltà nella vita. Ed essendo uno studente di psicologia, ha fatto uno studio per testare la sua teoria …

Aveva ragione. Da quando il suo primo articolo fu pubblicato nel 1986, centinaia di altri studi hanno dimostrato il potere della scrittura nell’aiutare le persone con problematiche in ogni area della loro vita.

Detto così sembra esagerato, lo so, ma le ricerche effettuate parlano chiaro, basta trovare il tempo per leggere le oltre 17.000 citazioni degli studi del dott. Pennabaker su Google Scholar, che dimostrano gli effetti positivi della scrittura secondo il suo metodo.

Eh sì amici, perché c’è un metodo. Non è infallibile, nel senso che non è una panacea, ma i suoi benefici sono super interessanti e aiutano i più. Inoltre per usufruirne non devi scaricare app o fare abbonamenti a 9,99 al mese. È gratis.

C’è quindi un metodo, ma prima di spiegarlo vediamo come mai funziona.

Tutti abbiamo a che fare con lo stress, il dolore e vari problemi con cui dobbiamo confrontarci nel corso della vita. Puoi ignorarli, seppellirli o distrarti ma sono ancora lì.

Inoltre, gli sconvolgimenti emotivi irrisolti possono aumentare la probabilità di malattia, ictus, infarto e altre brutte malattie.

Ora, il punto è che non si tratta di tirare fuori e sfogare questioni emotive, anche perché spesso lo sfogo senza analisi, senza un’auto riflessione, peggiora la situazione perché aumenta la nostra sofferenza. Se bastasse sfogarsi, quelli che mi attaccano sui social con commenti pieni di rabbia sarebbero le persone emotivamente più equilibrate.

Il punto è che non è l’espressione delle nostre emozioni, ma il dare un senso a queste che aggiusta le cose. E tu hai bisogno di significato nella tua vita. Perché nel mondo moderno abbiamo una marea di informazioni, ma il significato è facile da trovare quanto delle ballerine con tre gambe.

E allora ecco che la scrittura ci viene in aiuto, perché – a differenza del pensiero libero – ci costringe a mettere una struttura attorno alla vita.

Ecco: scrivere – come del resto anche parlare con qualcuno – ti costringe a dare un senso. Ed è quello di cui hai più bisogno quando la vita prende la tua visione della realtà e la scuote come una palla di cristallo con dentro la neve.

Una volta che hai capito qualcosa, una volta che riesci a trovare un senso nella storia della tua vita, è allora che puoi lasciarlo alle spalle ed andare avanti.

Hai compreso il succo della questione? Bene. Ora che sei sufficientemente informato, mettiamo in ordine le cose

 

Step 1 – Preparativi

Trova un tempo e un luogo dove non sarai disturbato. Idealmente, scegli un orario alla fine della giornata lavorativa o alla sera, quando sai che ci sarà calma e tranquillità.

Prometti a te stesso che scriverai per almeno 15 minuti al giorno per almeno tre o quattro giorni consecutivi, oppure un giorno e un’ora prestabiliti per diverse settimane (ad esempio, ogni giovedì sera per tutto il mese). Una volta che inizi a scrivere, scrivi continuamente.

Non preoccuparti dell’ortografia o della grammatica. Se sei a corto di cose da scrivere, ripeti quello che hai già scritto. Puoi scrivere a mano o su un computer. Se non riesci a scrivere, puoi anche parlare ad un registratore. Puoi scrivere della stessa questione tutti i giorni o puoi scrivere di qualcosa di diverso ogni giorno.

 

Step 2 – Di cosa scrivere

Nei quattro giorni prestabiliti, scrivi riguardo alle tue emozioni e ai tuoi pensieri più profondi relativi all’esperienza più sconvolgente della tua vita. Davvero lasciati andare ed esplora i tuoi sentimenti e pensieri a proposito.

Nei tuoi scritti, potresti legare questa esperienza alla tua infanzia, alla relazione con i tuoi genitori, alle persone che hai amato o ami ora, o anche alla tua carriera. In che modo questa esperienza è legata a chi vorresti diventare, a chi sei stato nel passato o a chi sei ora?

Quindi non limitarti a registrare un riassunto degli eventi, ma devi scavare per cercare significato. Dagli un senso. Una regola che io uso è, “Se scrivere di un argomento ti sembra spaventoso, scrivi proprio riguardo a quello.

E ricorda che questo è un lavoro solo ed unicamente per te. Se pensi che qualcun altro possa leggerlo, stai trattenendo o distorcendo la storia. Dopo aver finito puoi distruggerlo.

Bene, sai cosa fare, ho parlato fin troppo. Ora è il tuo turno, prendi un foglio e dacci dentro.

Dopo avere scritto potresti sentirti un po’ triste o fuori dal tempo. Non lasciare che questo ti spaventi e ti impedisca di tornare a scrivere il giorno successivo. La maggior parte delle persone negli studi ha riferito che quei sentimenti si sono poi dissipati abbastanza velocemente, nel giro di poche ore. È come vedere un film triste. Ma settimane e mesi dopo la maggior parte della gente si sentiva molto, molto meglio.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.