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6 modi per attenuare il perfezionismo di vostro figlio

perfezionismo

All’età di 4 anni, Marco strappava il foglio dove aveva fatto un disegno perché secondo lui non era perfetto. Cominciava nuovamente da capo, ma spesso montava in lui una forte rabbia, di nuovo strappava o cancellava il disegno e ancora ricominciava fino a che, rassegnato, smetteva di disegnare.

I genitori si sono sempre accorti di questa sua rigidità nel fare le cose solo come le aveva in mente lui, ma speravano che questo comportamento diminuisse con l’età.

A 8 anni, invece, il comportamento è ancora presente, per esempio durante i compiti: quando Marco esegue i calcoli o risponde alle domande di comprensione di un testo, se non sono perfetti e in ordine come ha in mente strappa la pagina e ricomincia da capo.

I genitori sono frustrati e scoraggiati, e non sanno come gestire questa situazione…

 

Anche vostro figlio è inflessibile?

Si pone standard molto elevati, difficili da raggiungere, e che nella maggior parte delle volte non sono altro che fonte di frustrazione?

Continua a procrastinare tutto quello che deve fare finchè non è sicuro che sarà perfetto?

Passa da un estremo all’altro, per esempio è eccessivamente studioso in alcuni giorni mentre in altri non è minimamente interessato alla scuola e ai compiti?

Si punisce da solo quando le cose non vanno come vuole lui e si sente un fallimento?

 

Quando i bambini hanno tratti di perfezionismo, molti genitori si spaventano e sono alla disperata ricerca di una soluzione.

Creare opportunità giornaliere per insegnare ai figli che non devono essere perfetti, perché “la vita stessa non è perfetta”, è qualcosa di fondamentale, e l’esempio di noi adulti è prezioso.

Moderare il perfezionismo dei bambini è possibile: ecco 6 semplici spunti che possono essere un buon inizio.

1) Linguaggio e atteggiamento

Vostro figlio guarda e apprende il modo in cui reagite alle avversità.

Frasi come “Se non riuscirò a fare il progetto esattamente come l’ho in mente non sarò mai soddisfatto!” oppure “Se al mio capo non piacerà il mio lavoro sarà una cosa terribile!” implicano pensiero assoluto (una modalità di pensiero tutto o nulla) e negatività.

Quando qualcosa non va nel modo desiderato, preferite frasi tipo “Ho lavorato molto e mi sono divertito a farlo. È un bel progetto, non deve mica essere perfetto!”. Allo stesso modo, quando vostro figlio fa un disegno o scrive un testo, invece di dire “É perfetto tesoro!”, dite piuttosto “Ho visto che ti sei divertito/impegnato molto nel farlo! Ottimo lavoro!”.

Diventate consapevoli di quando siete negativi rispetto al vostro lavoro o ad altri aspetti della vita, esprimete le vostre frustrazioni in modo ragionevole e verbalizzate quali strategie alternative utilizzate per risolvere il vostro problema. Vostro figlio vi guarderà e apprenderà da voi questo comportamento più costruttivo.

 

2) Aspettative

Quando vostro figlio porta a casa un 7 in una verifica, cercate di evitare di dire “Bravo, magari la prossima volta potresti portare a casa un bel 10..”. Così dicendo, vostro figlio potrebbe concludere che per rendervi felici deve prendere sempre 10 e che non lo amerete mai abbastanza se non lo farà. I bambini devono invece sapere che li amiamo incondizionatamente e che notiamo tutti i loro sforzi.

Certamente possiamo incoraggiarli a fare meglio, ma se in quel compito prendere 7 è stato il massimo che potevano fare, occorre premiarli. Insomma, i bambini hanno bisogno di capire che sono amati ugualmente indipendentemente dal voto che portano a casa.

 

3) Talenti

Quando i bambini hanno un talento e vogliono svilupparlo, è certamente qualcosa di meraviglioso. Premiate i loro successi, tuttavia non venerateli! Così facendo imparerebbero che per sentirsi felici dipendono dalle vostre lodi.

Inoltre, capita spesso che bambini talentuosi e perfezionisti si focalizzino sulle piccole e fisiologiche imprecisioni nelle loro performance: la nota sbagliata durante il saggio di musica o il passo sbagliato durante lo spettacolo di danza. In queste evenienze, non siate sbrigativi dicendo “Non ti preoccupare amore. Nessuno l’ha notato. Sei stato perfetto lo stesso!”. Minimizzare la situazione non risolverà la sofferenza che vostro figlio sta provando. Piuttosto, quando sono tristi ed abbattuti, riconoscete e validateli i loro sentimenti (“so che adesso sei triste per avere fatto quell’errore”), state ad ascoltarli e, se necessario, conteneteli anche fisicamente. Solo dopo potrete far notare il lato positivo della situazione e insegnare loro come è possibile affrontare il problema cercando nuove strategie.

 

4) Opportunità di successo o di fallimento

Se i vostri figli sono dei perfezionisti, la loro più grande paura riguardo al commettere errori è essere giudicati negativamente oppure essere rifiutati dai genitori e dagli amici.

Attraverso il gioco possono imparare che è divertente anche quando si perde. In situazioni ludiche, sperimentando sia successi che fallimenti e sostenuti dai genitori in entrambi le situazioni, i bambini possono capire che non è poi così grave non ottenere ciò che vogliono qualche volta.

Quando vostro figlio diventa più grande, preparatelo anche alla possibilità di incappare in alcuni insuccessi. Fategli notare che anche i suoi “idoli” non sono così perfetti come crede, anche loro fanno degli sbagli. E mostrate loro soluzioni alternative che hanno trovato per superare gli errori.

Altro aspetto importante è che i figli vedano genitori che sanno ridere dei propri errori e accettarli. Occorre che apprendano da voi ad essere sufficientemente a loro agio anche nello sconforto, perché questo fa parte della vita. Questo permetterà loro di tollerare le frustrazioni e coltivare un sentimento di auto-compassione.

5) State in contatto con vostro figlio

Platone diceva “Si scopre l’altro molto di più in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”.

Giocare con i vostri figli e trascorrere del tempo con loro è un’ottima opportunità per entrare nel loro mondo e trasmettere loro che siete interessati e volete conoscerli per come sono, e non solo per quello che realizzano.

Quando diventano adolescenti, ascoltateli quando vi raccontano le loro preoccupazioni di non essere sempre perfetti e all’altezza in ogni situazione. Nel farlo, mantenete la giusta distanza emotiva: non state troppo vicini perché si sentiranno soffocati, non state troppo lontani perché si sentiranno abbandonati. Il vostro amore incondizionato e il vostro interesse genuino permetteranno loro di sapere che anche durante la tempesta c’è un faro, e quel faro siete voi.

 

6) Insegnate loro a focalizzarsi sui processi, non sul risultato finale

Vi è mai capitato che vostro figlio si assuma tutta la colpa quando la sua squadra perde? Attribuisce a se stesso tutti gli errori dimenticando che anche i suoi compagni di squadra sono responsabili della sconfitta. Così facendo, la tensione di dover vincere causa in lui una forte ansia e questo non gli permette di mostrare tutto il suo potenziale. Lo sport non è più un divertimento, ma diventa un peso.

Trasmettete ai vostri figli questo concetto: il meglio che possono fare è l’unica cosa che conta. Non sempre si può vincere. Fatelo focalizzare sugli aspetti che invece può controllare: allenamento e atteggiamento in gara.

Prima impareranno tutto questo, prima saranno felici. Insegnate loro a rialzarsi ridendo quando cadono, si potranno così godere tutta la vita con le sue imperfezioni.

Certamente, essere determinati è molto utile nella vita di tutti i giorni. Tuttavia solo quando si impara a tollerare i fallimenti, la determinazione guiderà verso il successo.

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Se i vostri bambini impiegano molto tempo a svolgere qualsiasi attività, perdendosi nei dettagli finchè non la considerano perfetta, se sono molto critici verso se stessi e se hanno un’intensa paura di incorrere in errori, finendo per privilegiare sempre attività conosciute che possono controllare, probabilmente hanno tratti di perfezionismo.

Questo comportamento, che in piccole dosi può essere vantaggioso in quanto promuove il raggiungimento di standard elevati, in quantità eccessive diviene controproducente e doloroso.

Ecco un piccolo vademecum su come i genitori possono aiutare i propri figli ad allentare il desiderio di essere perfetti a tutti i costi…

Sul tema del perfezionismo, potete leggere anche i seguenti articoli: “Il perfezionismo patologico: 21 azioni tipiche” e “5 passi per ridimensionare il perfezionismo”

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.