Posto di lavoro tossico: come sopravvivere - Psicologo Milano
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Posto di lavoro tossico: come sopravvivere

Oggi parleremo di come sopravvivere in un posto di lavoro tossico. Questo è un problema molto rilevante nella vita delle persone. Infatti, sul lavoro passiamo circa la metà della nostra giornata, e gli effetti di queste vessazioni si riverberano lungo buona parte della nostra giornata e anche all’interno degli ambienti extra-lavorativi.

Analizzando uno studio su 6000 impiegati britannici che è durato ben 20 anni, emerge che quando i capi criticavano ingiustamente, non elogiavano, non ascoltavano i problemi dei loro dipendenti, essi soffrivano più frequentemente di angina, di attacchi cardiaci ed era più probabile che morissero per malattie cardiache.

Ma adesso veniamo a noi ed alle indicazioni pratiche che possiamo seguire per cercare di sopravvivere in queste situazioni.

 

Cosa puoi fare in questa situazione?

1. Schiva le pallottole

La strategia numero uno per affrontare posti di lavoro privi di umanità è semplice: evitali.

Significa di pensare a come minimizzare il contatto con questi luoghi e/o personaggi, altrimenti il rischio è di diventare come loro, perché se trascorri la maggior parte della tua giornata a fianco di un cretino, la probabilità di diventare cretino è più che raddoppiata.

Allora per schivare questa gente puoi o allontanare la scrivania, o lavorare in sale conferenze/ spazi pubblici; oppure unirti ad altri che soffrono con te. Ti metti d’accordo con altra gente che come te non ne può più di quel determinato collega, e vi alternate a stargli vicino.

Ok, non sempre però è possibile schivare questa gente, allora andiamo avanti con le altre indicazioni.

 

2. Metti in atto la Rivalutazione

La rivalutazione è un termine noto nell’ambito terapeutico a stampo cognitivo comportamentale, e ci invita a interpretare in modo diverso la tua situazione.

La ratio è che non possiamo forse modificare alcune cose che ci accadono, ma possiamo sempre decidere cosa farcene e come percepirle. Non è una crisi, ma una sfida; Non è una frustrazione, ma un puzzle da risolvere; Non è un capo stronzo, ma un bambino irritabile.

Non siamo difronte quindi a una “cura”, ma a una lettura della realtà che ci può portare sollievo. Sono loro che sono di cattivo umore, sono loro che hanno dei problemi, non tu.

 

3. Parla in maniera rallentata

Quando devi confrontarti con il tuo carnefice e allora alza la voce, tu prova a rallentare il tuo discorso, abbassare la voce. E tanto più urla, impreca e insulta, tanto più lunghe devono essere le tue pause prima di rispondere alle sue domande, e tanta più calma devi fare trasparire nel tuo modo di porti e parlare: è questa una tecnica che utilizzano i negoziatori di ostaggi quando hanno a che fare con criminali in preda alla rabbia, prova a vedere se ti torna utile.

 

4. Come combattere

Se hai un estremo desiderio di combattere contro queste persone, provo a darti un suggerimento di come farlo, alla luce della ricerca scientifica che è stata effettuata in queste situazioni.

Dovessi riassumere il concetto emergente dalle ricerche in due parole, ti direi: “NON FARLO”.

Perché? Sono diversi i motivi per cui non ne vale la pena. Innanzitutto è improbabile che funzioni. La ricerca ci dice che quasi il 70% degli sforzi per fermare i boss offensivi non funzionano, e il desiderio di punirli, ti rende oltretutto infelice.

Trova un altro lavoro, cambia ruolo, evita la persona problematica e avrai più possibilità di incamminarti nella via per la felicità.

Se tuttavia, proprio cerchi vendetta a tutti i costi e vuoi essere anche tu prepotente come l’altro… ok, è una tua scelta. Cerca però di farlo seguendo le indicazioni del prossimo punto.

 

5. Cosa fare in caso di emergenza

In caso di emergenza, prima di iniziare il conflitto, presta attenzione a tre risorse critiche fondamentali: la potenza, la documentazione e la solidarietà.

  • La prima è quanta potenza hai effettivamente? Se sei il cameriere e hai problemi con il tuo datore di lavoro… buona fortuna! Se chi ti tormenta è un tuo pari, invece, potrai assestare un colpo migliore.
  • La seconda è la documentazione: invece che riportare verbalmente quanto è successo, tieni traccia di messaggi di posta, prove reali, tracce concrete di abusi, etc.
  • La solidarietà, invece, è la terza e più grande risorsa da considerare. Non combattere da solo, perché la ricerca ci mostra che uno sforzo di squadra per abbattere un cretino è molto più proficuo che essere eroe da solo.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.