Cosa perdo se decido di preoccuparmi? - Psicologo Milano
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Cosa perdo se decido di preoccuparmi?

Spesso, quando ho qualcosa per la testa che mi impensierisce, mi pongo una semplice domanda:

“Cosa perdo se decido di preoccuparmi?”

Le preoccupazioni consumano le nostre energie e il nostro tempo per un periodo spesso indefinito, imprigionandoci in un limbo dal quale fatichiamo a liberarci. Benché quando siamo avvolti in questo stato d’animo ci sentiamo in dovere di vivere a tutti i costi l’emozione della paura, dobbiamo anche ricordarci che occuparci è più utile che preoccuparci.

Dunque, la domanda che mi pongo mi aiuta a riflettere proprio su questo punto e a rendermi conto che essere arrabbiato non mi concede maggiori possibilità, a meno che la rabbia non si trasformi in grinta, ovvero in un’emozione meno irrazionale, lasciando spazio a maggiore lucidità e serenità.

Quando mi sento troppo preoccupato o vivo un’emozione troppo intensa, un modo per riportarmi alla realtà è quello di interrogarmi sul costo che queste emozioni avranno e se sono disposto a sostenerlo oppure no.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.