Rialzarsi dopo una caduta: 4 strategie per risalire in sella - Psicologo Milano
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Rialzarsi dopo una caduta: 4 strategie per risalire in sella

abitudini

Da quando ho scritto Fattore 1% ricevo un sacco di messaggi di persone che stanno iniziando finalmente a lavorare non tanto sulla motivazione o sugli obiettivi, ma soprattutto sull’acquisizione di buone abitudini.

Non è un processo iper complesso, come spiego nel libro, ma nemmeno troppo semplice: magari segui la tua dieta rigorosamente per una settimana e poi la abbandoni perché sabato vai a una festa e mangi una fetta di torta.

Oppure ti impegni a fare più esercizio fisico e vai in palestra per due giorni, poi fatichi a scendere dal divano perché hai dolori muscolari e perdi il ritmo dell’esercizio, abbandonando i tuo obiettivo. O ancora ti impegni in una visione ambiziosa per la tua carriera e ti senti entusiasta per questa prospettiva, ma dopo qualche giorno le responsabilità quotidiane ti distolgono dal tuo sogno e per diversi mesi metti nell’armadio i tuoi nuovi obiettivi.

Ci sono passato anch’io, ma col passare del tempo ho compreso qualcosa di importante a questo proposito. Infatti, questi piccoli intoppi non ti rendono un fallito, ma ti rendono umano. Anche le persone di maggior successo falliscono nel portare avanti le loro “abitudini vincenti”. Ciò che li differenzia non è la loro forza di volontà o motivazione, ma la loro capacità di rimettersi in carreggiata rapidamente.

Lo stesso vale per te: ci saranno sempre delle volte in cui non resterai aderente a ciò che ti eri prefissato di fare, ma la formazione di un’abitudine dipenderà dalla tua capacità di riprenderti.

Detto questo, vediamo oggi 4 strategie che puoi utilizzare per tornare in pista in questo momento. Alcune si trovano anche nel mio libro, altre invece sono “inedite”.

 

1. Attieniti al programma, anche in piccola dose

La prima idea è che devi attenerti al programma, anche se in minima dose. Non è cioè il singolo sgarro il problema, ma l’impatto cumulativo di tanti piccoli sgarri che ti porterà a non tornare più in pista. Se salti un allenamento, non ti senti improvvisamente fuori forma rispetto a prima. Se inizi a saltarne uno al giorno per tre settimane di fila….

Per questo motivo, è fondamentale attenersi al programma di azioni che volevi fare, anche se solo in piccola parte. Cioè:

Non hai abbastanza tempo per fare un allenamento completo? Fai giusto delle flessioni.
Non hai abbastanza tempo per scrivere un articolo? Scrivi un paragrafo.
Non hai abbastanza tempo per fare yoga? Prenditi dieci secondi per respirare.
Non hai abbastanza tempo per andare in vacanza? Regalati un mini-break e guida fino alla città vicina.

Presi singolarmente, questi comportamenti sembrano insignificanti. Non è infatti l’impatto singolo a fare la differenza, ma l’impatto cumulativo di attenersi comunque al tuo programma, anche se in minima dose, ti porterà a lungo termine al “successo”.

 

2. Avere qualcuno che si aspetta qualcosa da te

Il secondo spunto riguarda avere qualcuno che si aspetta qualcosa da te.

Da ragazzo ho giocato in alcune squadre di calcio, ho fatto pugilato e altri sport e sai cosa ho notato? Quando hai amici, compagni di squadra e allenatori che si aspettano che tu vada all’allenamento, ti presenti più facilmente.

La buona notizia è che non devi essere in una squadra di chissà che tipo per far sì che questa cosa funzioni. Parla con estranei e fai amicizia in palestra. Semplicemente il sapere che una faccia familiare si aspetta di vederti, può essere una spinta decisiva affinché tu ti faccia effettivamente vedere. 

 

3. Parti con quello che hai a disposizione

Alcune persone quando devono partire con la loro abitudine si creano un sacco di scuse.

“Non ho abbastanza soldi. Non ho abbastanza tempo. Non ho i contatti giusti. Non ho abbastanza esperienza. Ho bisogno di saperne di più. Non sono sicuro di cosa fare. Mi sento a disagio e stupido. ”

Ecco invece cosa vorrei che tu pensassi: 

Posso provarci e fare un primo passo.” 

Perché la verità è che molti di noi si trovano in luoghi non ottimali, senza soldi, senza risorse, senza contatti, senza esperienza, ma alcune persone scelgono di iniziare ugualmente.

Non è facile, ma ti prometto che la tua vita sarà migliore se sceglierai di sentirti a disagio e di provare a fare progressi, invece che lamentarti e trovare mille scuse. Sposta l’attenzione, quindi, da ciò che è fuori dal tuo controllo a ciò che è a tua disposizione. 

 

4. Anche se imperfetto, può andare bene

L’ultima idea è dovuta al fatto che un sacco di gente si leghi fin troppo all’idea che occorra fare le cose “nel modo migliore possibile” e per via di questa cosa resti del tutto paralizzata.

Ad esempio, qualcuno potrebbe dire: “Vorrei eliminare gli zuccheri aggiunti, ma ho un ritrovo con gli amici del club del libro ogni giovedì e alle 21 si mangia sempre il gelato. Non voglio essere l’unico che non si unisce al gruppo. Che faccio, rinuncio al gruppo dei libri oppure mi pongo altro obiettivo alimentare?”

Amici, siamo seri? Mangiare bene per 6 giorni a settimana è meglio che non mangiare sano per niente, siamo d’accordo?

In effetti, anche mangiare sano un giorno alla settimana è comunque meglio di niente e tu devi fare in modo che il tuo obiettivo inizi: mangia sano ogni lunedì.

Solo perché non puoi rispettare il piano in modo ottimale, non significa che devi abbandonare tutto. Le buone abitudini si costruiscono gradualmente, un 1% alla volta. Inizia piano, vivi la tua vita e migliora durante il percorso. Il progresso è una direzione, non un luogo specifico.

Amici, le abitudini – soprattutto all’inizio – potrebbero fare due passi in avanti e un passo indietro. Non è un problema nella misura in cui sappiamo anticipare quei passi indietro e riusciamo a sviluppare un piano B per tornare in sella il prima possible.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.