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Lo stress in gravidanza fa male?

Oggi parliamo di gravidanza e più nello specifico di stress in gravidanza. Fa bene al bambino? Fa male al bambino? È del tutto indifferente?

Alcuni studi riportati anche da importanti magazine e portali online dimostrerebbero che lo stress di una madre incinta, viene trasferito al bambino con effetti nocivi sul suo futuro sviluppo. Notizia che, se dovesse arrivare alle orecchie di una donna gravida, non farebbe che stressarla ulteriormente: probabilmente si sentirebbe sempre più in colpa e incapace nel ruolo materno che sta iniziando a rivestire.

L’intento di questo articolo non è certamente quello di dare una risposta definitiva in merito alla questione, ma di riportare qualche riflessione a riguardo, per la precisione ne riporterò 3.

 

1. Non siamo ratti

 

La prima riflessione è che non siamo ratti. Infatti, quando trovi delle ricerche che parlano degli effetti nocivi dello stress sugli uomini, la maggior parte di loro deriva da studi ed esperimenti effettuati sui ratti.

Il punto qual è? Che in questi esperimenti i ratti vengono sottoposti a un tipo di stress molto estremo, che nulla ha a che fare con lo stress che noi esseri umani tendenzialmente affrontiamo nella nostra quotidianità.

Se voi foste ratti da laboratorio, un giorno stressante potrebbe essere più o meno così: ricevere scosse elettriche imprevedibili e incontrollabili; finire in un secchio pieno d’acqua ed essere costretti a nuotare finché non cominciate ad annegare; essere messi in isolamento oppure vivere in gabbie sovraffollate con cibo insufficiente per il quale dover lottare.

Amici, questo non è stress, questo è Highlander in versione roditori.

 

2. Informazioni ingannevoli

 

La seconda ha a che fare con le informazioni ingannevoli che ci forniscono i media. I titoli dei giornali enunciano “la scienza dimostra che lo stress rende depressi voi e i nascituri”, ma raramente si va a vedere il tipo di esperimenti che sono stati condotti a sostegno di questa tesi. E ancora più raramente si considera se i metodi impiegati per stressare gli animali da laboratorio sono equivalenti a ciò che la maggior parte delle persone intende quando dice “sono veramente stressato”.

In poche parole: in questi esperimenti si prendono dei ratti in gravidanza e li si inserisce all’interno di un contenitore appena più grande del loro corpo con pochi fori per la ventilazione. Oppure si monitora quanto questi riescono a stare a galla in un secchio d’acqua senza annegare.

Sono situazioni di stress molto gravi, che però non possono in nessun modo essere paragonate a quelle che vengono quotidianamente vissute dalle donne incinta al giorno d’oggi.

 

 

3. Ricerche su umani

 

La terza riflessione rimanda a due ricerche condotte dai ricercatori dell’Università Johns Hopkins in base alle quali si è evidenziato come le donne che hanno riferito di avere subito maggiori quantità di stress durante la gravidanza, hanno partorito neonati con uno sviluppo del cervello superiore e una maggiore variabilità della frequenza cardiaca: una misura biologica che si associa alla resistenza di fronte allo stress.

Concludendo possiamo sicuramente ribadire che il messaggio che qualsiasi forma di stress durante la gravidanza sia dannoso può essere estremamente pericoloso. Dobbiamo quindi informarci e crearci un’idea che si fondi su basi scientifiche solide.

Un ottimo libro per avere informazioni più approfondite a questo riguardo è quello scritto dalla grande Kelly McGonigal, di cui ho avuto il piacere di fare la prefazione, e che suggerisco a tutti voi di leggere: che siate incinta o che non lo siate.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.